11 novembre 2014

730 precompilato… da compilare!

Il punto del presidente Longobardi
Autore: Redazione Fiscal Focus

Un precompilato da compilare - Semplificazione fiscale, croce e delizia di tutti i commercialisti italiani che, oltre alle già conosciute difficoltà, si accingono ad affrontarne di nuove. Tra queste troviamo da giorni il 730 precompilato, che a detta del governo dovrebbe semplificare la vita ai contribuenti che faranno così a meno degli intermediari fiscali, ma che a conti fatti comporta nuovi ostacoli nel sistema fiscale italiano. Sul punto è stato interpellato il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, che ieri ha preso parte alla prima giornata del XIX Congresso mondiale dei commercialisti in corso nella Capitale. Il primo commento del leader di categoria è stato secco e conciso: “Il nuovo 730? Sarà una precompilata da compilare in almeno 7 casi su 10”.

Semplificazione commercialisti
– Dunque, i commercialisti auspicano seriamente una riforma che vada a snellire le procedure fiscali, semplificando l’intero sistema a beneficio dei contribuenti ma anche, è chiaro, degli stessi intermediari. Ma auspicare una semplificazione non significa accettare passivamente qualsiasi misura il governi sforni. Sul punto, Longobardi chiarisce che la categoria è certamente favorevole a un 730 precompilato. Tuttavia “ci pare giusto sottolineare che nei primi anni saremo in una fase sperimentale di applicazione e l’idea che dall’aprile 2015 i contribuenti italiani riceveranno via mail una dichiarazione che non necessiterà di aggiunte da parte loro è un po’ troppo ottimistica. In realtà, secondo dati diffusi dalla stessa Agenzia delle Entrate, le dichiarazioni che andranno integrate con dati, ad esempio le spese mediche, ancora non in possesso delle Entrate, saranno nel primo anno oltre il 70% del totale”.

L’allarme – Ciò detto, come s’è potuto capire anche dalla crescente insoddisfazione che si respira tra la base della categoria, i commercialisti avvertono dei rischi che il nuovo 730 precompilato potrebbe comportare. L’allarme riguarda le sanzioni che, così come previste, secondo il leader della categoria, potrebbero essere considerate addirittura incostituzionali. “La norma prevede che, in caso di visto di conformità infedele sul 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, siano addossati ai professionisti abilitati o ai CAF, non solo le sanzioni, ma anche l'imposta e i relativi interessi che sarebbero a carico dei contribuenti. Noi chiediamo che questa norma, che ci pare palesemente incostituzionale perché in contrasto con il principio di capacità contributiva, venga eliminata. In ogni caso, tutte le volte che nostri iscritti venissero raggiunti da una richiesta di pagamento oltre che di sanzioni, anche di imposte e interessi, per aver apposto un visto non conforme al 730 precompilato, saranno sostenuti dal nostro Consiglio nazionale con un prototipo di ricorso che appronteremo nei prossimi mesi”, ha concluso il presidente.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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