24 novembre 2011

A.N.Do.C.: davanti all’emergenza ok fronte comune

L’associazione guidata da Losi, nell’esprimere il proprio disappunto nei confronti delle news sul Collegio sindacale, manifesta l’auspicio di una maggior unione di categoria.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il malcontento A.N.Do.C. - I commercialisti dell’A.N.Do.C., come tutti i loro colleghi iscritti alle altre associazioni nazionali, non sono propensi ad accettare la presunta riforma degli ordini prevista nell’affrettata finanziaria 2012. In particolare, ciò che ha suscitato scontento e agitazione tra i ranghi dell’Associazione nazionale dottori commercialisti è stata l’evidente soppressione del Collegio sindacale, ridotto da organo collettivo a mera funzione monocratica affidata ad un unico soggetto, riducendo così non solo la sicurezza dei controlli, ma anche la possibilità di accesso ai giovani professionisti. Nello specifico, la piaga verso la quale punta l’indice l’associazione guidata da Riccardo Losi è l’approssimata modalità di conversione in legge del provvedimento relativo all’organo collegiale e il fatto che siffatta rapidità sia stata sintomo di una tendenza, da parte dei politici, di calpestare la categoria dei commercialisti a favore di quella imprenditoriale. Non ha remore l’associazione quando definisce di “bassa levatura” la classe politica, priva di adeguata preparazione e totalmente dedita al guadagno di qualsiasi possibilità, labile, di consenso e approvazione popolare. E la criticità economico-finanziaria del momento, secondo l’A.N.Do.C., altro non è stata, per una fetta della dirigenza governativa, che un’onda da cavalcare al fine di spianare la strada agli imprenditori a scapito dei commercialisti, tendenza ormai divenuta prassi. A cosa porterà il provvedimento? A nessuna riduzione dei costi per lo Stato, se questo era il vero obiettivo della disposizione, ma condurrà senz'altro ad un’evidente contrazione delle spese aziendali.

L’auspicio di unione - Firmataria, accanto al CNDCEC e alle altre sigle di categoria, della lettera al Capo dello Stato attraverso la quale i professionisti chiedevano un’ulteriore riflessione sul tema del Collegi, l’A.N.Do.C. conferma la propria disponibilità a porsi in prima fila accanto alle altre associazioni di commercialisti al fine di difendere i diritti ordinistici e di portare avanti la battaglia in maniera comune e condivisa. I professionisti guidati da Losi ritengono, in ogni caso, che sia giusto chiedere tutela per i propri diritti e interessi facendo fronte comune, ma sono parimenti convinti che proprio in una prospettiva di collaborazione e condivisione emerga l’esigenza di far chiarezza con gli iscritti e con gli esterni, quali la sfera politica e quella sociale. Pertanto, sarà sottoscritto senza alcun dubbio l’appoggio che l’Associazione nazionale dei dottori commercialisti ha offerto al Consiglio nazionale e alla categoria in genere, ma si tratterà di un sostegno non scevro di pretese giuste e innegabili, prima fra tutte la partecipazione. Il punto è che, secondo l’A.N.Do.C., “non si può chiedere unità e coesione se poi si va avanti da soli”. E quest’ultima affermazione risuona come un monito soprattutto per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, al quale l’unione presieduta da Riccardo Losi chiede incontri di confronto e dibattito più frequenti, anzi l’auspicio è l’istituzione di un’Assemblea dei Presidenti che si riunisca a cadenze fisse e non sporadiche. A ben vedere, ciò che l’A.N.Do.C. auspica per i propri associati e per la categoria è che l’unione proclamata non si riduca in maniera esclusiva ad un’aggregazione finalizzata alle manifestazioni di protesta, ma che sia concreta anche nel momento della riflessione e della scelta, nonché dell’elaborazione di strategie e linee d’azione unitarie e largamente accettate dagli iscritti all’Ordine.

Sul CNDCEC – Il desiderio di unione e coesione espresso dall’A.N.Do.C. trae le sue origini dalla constatazione del lavoro svolto dall’organo che per eccellenza avrebbe dovuto difendere le sorti della categoria, vale a dire il Consiglio nazionale. Ciò che l’associazione di cui Riccardo Losi è presidente mette in evidenza è che la massima istituzione dell’Ordine non ha avuto la forza di fronteggiare le usurpazioni della politica ai danni dei commercialisti. Lungi dallo sminuire il lavoro svolto dal Consiglio e dai suoi componenti, l’A.N.Do.C. non ritiene rispettoso dei suoi iscritti tacere in merito alle defaillance che l’organo istituzionale ha manifestato nelle ultime settimane. “Al di là delle chiacchiere i risultati sono sotto gli occhi di tutti e, per usare una metafora, sembrano tanto le dichiarazioni di una allenatore di una squadra di calcio che commenta la partita della sua squadra esaltando il fatto di aver realizzato due goals e senza dare peso al fatto che nella stessa partita ne ha subiti cinque e, forse, non percependo che la squadra da lui allenata sta lentamente scendendo verso la retrocessione”, è l’amaro commento conclusivo dell’Associazione nazionale dottori commercialisti.

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