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L’accordo - Gli accordi firmati a livello nazionale dalla Lapet, associazione di tributaristi, e l’Agenzia delle Entrate hanno sortito come effetto il necessario rinnovo degli annessi protocolli d’intesa locali. Proprio lo scorso 28 febbraio, la sezione piemontese dell’associazione presieduta da Roberto Falcone, seguendo la scia di quelle laziale e veneta, ha firmato con la direzione regionale dell’Agenzia il protocollo per la semplificazione dei rapporti con i contribuenti. Il presidente nazionale ha rimarcato la propria soddisfazione in merito a questo ulteriore tassello che incrementa la qualificazione e le competenze dei tributaristi. “Siamo pronti al rinnovo di tutti gli altri protocolli che già l’associazione ha posto in essere in tutte le regioni d’Italia. Non possiamo che ritenerci soddisfatti in quanto tali accordi viaggiano nella duplice direzione di garantire una prestazione più facilmente fruibile da parte dei nostri associati e dall’altro offrire un servizio più efficiente per gli utenti finali”, ha dichiarato Falcone. In aggiunta a ciò, va altresì segnalato che dal prossimo 13 marzo l’associazione diverrà membro dell’osservatorio-nucleo della direzione regionale AE del Piemonte in materia di mediazione tributaria.
L’intesa nazionale - L’accordo piemontese, come abbiamo visto, è un conseguente rinnovo dovuto alle intese siglate a livello nazionale lo scorso 30 gennaio 2013. Ricordiamo infatti che all’epoca l’Amministrazione Finanziaria stipulò un’intesa con diverse associazioni non afferenti ad Albi e collegi, tra le quali v’era anche la Lapet.
Gli obiettivi - Punto essenziale di quei protocolli nazionali era che nelle settimane successive si sarebbe provveduto a siglare intese tra le Direzioni regionali delle Entrate e le organizzazioni territoriali dei tributaristi, al fine di concretizzare nei territori gli impegni previsti dall’accordo quadro. La finalità prioritaria di questi accordi è la semplificazione degli adempimenti. I firmatari, dal versante professionale, hanno dato la propria disponibilità a promuovere l’uso tra i propri iscritti di canali telematici quali Civis e Pec, facendo in modo che agli uffici pervengano solo le richieste che non possono essere risolte online. Dal canto suo, l’Amministrazione Finanziaria, così come avvenuto in riferimento ad analoghi protocolli con le professioni regolamentate, si è impegnata a rispettare un tempo massimo di dieci giorni per dare opportuna risposta alle istanze pervenute a mezzo Civis o Pec. Per quanti poi non sia possibile completare l’assistenza per via telematica, l’Agenzia si ha garantito la possibilità di ottenere un appuntamento di natura prioritaria presso i propri uffici locali.