Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il punto dell’AIDC - Capitolo Imu, quanto ci costi! Sia in termini economici che in questioni di pazienza. Non se ne può più e ancora una volta a sottolinearlo è un’associazione sindacale interna alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nello specifico, l’Aidc si chiede se si sia al cospetto di un’imposta o piuttosto di una corsa a ostacoli, visto il caos nel quale il Fisco ha gettato i contribuenti italiani e i loro consulenti.
I ritardi di sempre - L’ennesima proroga arrivata in ritardo, quella diffusa lo scorso 28 novembre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, a due giorni dalla scadenza fissata per la presentazione delle dichiarazioni Imu (30 novembre), ha deciso di diffondere il tanto atteso comunicato stampa. Basterebbe anche solo il ritardo della comunicazione a generare lo sdegno che ormai da mesi sta caratterizzando il rapporto con l’Amministrazione Finanziaria. Ma a questo ritardo va ad aggiungersi che l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto opportuno rinviare la presentazione a causa del “ritardo nella pubblicazione del modello dichiarativo e delle relative istruzioni avvenuta il 5 novembre in Gazzetta Ufficiale”. In altri termini, si è trattato di un ritardo dovuto a un ritardo. E si potrebbe risalire a ritroso per una via quasi infinita.
Inutili ripetizioni – “In un periodo dove i decreti semplificazione si susseguono, i comuni si sono sbizzarriti a deliberare una pletora di aliquote differenti che rendono l’individuazione di quella corretta una vera e propria caccia al tesoro oltre che introdurre una serie di adempimenti del tutto inutili e ripetitivi”, queste le parole alle quali la sigla sindacale affida il proprio sgomento. Inutilità e ripetizione sono divenute oramai caratteristiche proprie delle disposizioni emanate dall’Amministrazione Fiscale. Così, mentre la squadra esecutiva risulta impegnata, giorno dopo giorno, “nell’informatizzazione della pubblica amministrazione, il comportamento dei comuni ha reso impossibile alle società di software aggiornare per tempo i programmi atti al calcolo automatizzato dell’IMU, obbligando i Dottori Commercialisti al reperimento delle aliquote ed all’elaborazione manuale dei conteggi”. In questa sorta di circolo poco virtuoso, fatto di tagli, contenimenti austeri, ma poca attenzione agli elementi necessari, non si fa altro che perder tempo, e per i commercialisti una siffatta situazione è divenuta insopportabile.
La posizione dei commercialisti – “I Dottori Commercialisti, con il solito spirito di servizio e l’immancabile rispetto per la propria clientela, adempiranno i propri doveri professionali e renderanno possibile ai contribuenti propri clienti di osservare la scadenza tributaria, nonostante tutti gli ostacoli, senza chiedere alcuna ulteriore proroga, che non vogliono”. Pertanto, l’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili chiede “di poter lavorare in modo sereno con regole chiare e degne di un paese civile quale siamo. Nel rispetto dei Professionisti e dei cittadini e a vantaggio dell’intera collettività”.