10 gennaio 2012

AIDC: doppia aliquota nel corso dell’anno?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il caso - Già qualche giorno fa da queste pagine ci si era avvicinati alla questione posta in risalto dall’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili in merito al contributo integrativo al 2%. La vicenda esposta dall’associazione guidata da Eleonora Di Vona aveva evidenziato l’eccessiva fiducia riposta dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti nel Ministero dell’Economia. Il Dicastero guidato ad interim dal premier Monti, insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, avrebbe dovuto apporre la propria firma entro la fine dello del 2011 al progetto di riordino del sistema contributivo dei commercialisti messa a punto dalla Cassa previdenziale il 24 maggio dello scorso anno. E’ venuto fuori però che solo il Ministero del Welfare ha approvato la riforma, mentre solo silenzio è pervenuto da quello economico. Alla luce di ciò, quindi, le cose sono ritornate alla fase d’inizio, con il contributo integrativo al 2%. Le misure vagliate dalla riforma proposta dalla Cassa avrebbero permesso il mantenimento del contributo integrativo al 4%, l’innalzamento del contributo soggettivo all’11% da subito e al 12% nei prossimi anni. Misure, queste, che per ora rimangono in sospeso nell’attesa che il Ministero dell’Economia dia la sua approvazione.

Lo scontento - Così come nelle settimane passate ha dato dimostrazione della propria delusione l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, recentemente anche l’Associazione italiana dottori commercialisti ha ribadito il proprio disappunto in merito al mancato operato del Ministero tracciando possibili scenari conseguenti.

Eventuali conseguenze – Secondo l’associazione presieduta da Marco Rigamonti, vi è la possibilità che la mancata firma che il Ministero economico avrebbe dovuto concedere alla proposta della Cassa di previdenza verrà posta nel corso dell’anno, provocando problematiche di ambigua risoluzione. Il parere dell’Aidc è che una volta che la delibera otterrà la definitiva approvazione, i commercialisti che all’inizio dell’anno avevano applicato il contributo integrativo al 2% non potranno più passare a quello del 4%, ma saranno chiamati a operare con coerenza a quanto previsto in queste prime settimane dell’anno. In sostanza, gli avvisi di parcella erogati in questo periodo verranno emessi col 2%, ma se pagati dopo l’approvazione della delibera vi verrà applicato il 4%. Il problema che sorge è quello che potrebbe indurre i commercialisti a ripristinare l’equilibrio nei rapporti con cliente versando a proprie spese un contributo che nel concreto non è stato incassato. L’auspicio dell’Associazione guidata da Rigamonti è che si possa presto giungere a una soluzione che sia rispettosa sia dell’operato del commercialista che dei suoi diritti, ma anche dei criteri da adottare nel relazionarsi coi clienti.

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