16 dicembre 2014

Alluvioni. Cndcec chiede proroga pagamenti

L’estensione della proroga dovrebbe riguardare le scadenze fiscali, previdenziali, assistenziali e assicurative.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Ancora una proroga - Rinviare le scadenze fiscali nelle zone colpite dal maltempo. Questa è, in sintesi, la forte richiesta avanzata al governo dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che ha fatto proprio il grido d’allarme lanciato, ciascuno per le proprie necessità, dagli Ordini di Genova, Padova, Rovigo, Verona, Alessandria, Verbania, Parma, Piacenza, Pistoia, Livorno e Grosseto. In sostanza, la richiesta consiste nella proposta di rinviare ancora una volta le scadenze fiscali per le aree colpite dalle alluvioni degli ultimi tempi, adottando contestualmente una normativa certa e condivisa a livello nazionale che chiarisca in maniera incontrovertibile il modus operandi in materia di sospensioni degli adempimenti in campo fiscale allorquando dovessero nuovamente verificarsi delle simili calamità naturali. La proroga richiesta dal presidente Longobardi e inoltrata ai Ministeri competenti riguarda inoltre tutti gli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi.

Il comunicato del MEF –
Il rafforzamento della richiesta degli Ordini territoriali dal parte del Consiglio nazionale si è reso necessario in seguito alla comunicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze diffusa lo scorso 15 dicembre. In sostanza, dopo la sospensione degli adempimenti fino al 20 dicembre, il dicastero ha sottolineato che nei Comuni colpiti dalle alluvioni si dovrà effettuare il saldo degli stessi in unica soluzione entro il 22 dicembre, ossia lunedì prossimo.

Il Cndcec – A questo punto è chiara e comprensibile la netta presa di posizione del Consiglio nazionale guidato da Gerardo Longobardi, che ha accolto con perplessità la decisione ministeriale. Lo stesso numero uno della categoria ha manifestato la propria contrarietà sottolineando che “nel giro di pochi giorni, i contribuenti che hanno beneficiato della sospensione dovranno versare cifre anche considerevoli. I commercialisti, invece, auspicavano che le modalità di regolarizzazione degli adempimenti venissero pianificate al fine di rendere possibile alle popolazioni colpite dalle recenti calamità naturali di regolarizzare gradualmente i numerosi versamenti sospesi”. Infatti bisogna tener presente che entro il 22 dicembre nei comuni interessati non si dovranno versare solo Imu e Tasi, quanto anche altri adempimenti tributari tra i quali possono annoverarsi quelli connessi alla notifica delle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi in scadenza durante il periodo di sospensione. “Siamo fortemente convinti che occorra emanare un provvedimento normativo a regime che in caso di eventi calamitosi, purtroppo ricorrenti nel nostro Paese, disponga automaticamente ed in modo uniforme sul territorio nazionale la sospensione di versamenti, adempimenti in materia fiscale, contributiva e di ogni altro genere in favore delle popolazioni colpite”, ha quindi concluso Gerardo Longobardi.

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