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Le domande pervenute - Hanno risposto in 3.673 alla chiamata del Consiglio nazionale che, in base all’accordo stipulato con l’Anbsc, aveva invitato gli iscritti a presentare domanda d’accesso al registro dei professionisti che saranno chiamati a gestire i beni confiscati alla mafia.
Il protocollo d’intesa - Era il 16 maggio dell’anno in corso quando il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili iniziava a rendere note le caratteristiche del protocollo d’intesa firmato con l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Firmatari del documento furono il presidente Claudio Siciliotti e il prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’Agenzia con sede a Reggio Calabria.
Requisiti e incarichi – Sulla base del suddetto protocollo, i commercialisti che hanno presentato domanda devono ovviamente essere iscritti all’Ordine. Vi sono anche altri requisiti più specifici, come la certificazione di una concreta attività professionale senza il limite di iscrizione da almeno 5 anni alla sezione A dell’Albo, clausola questa fatta abolire dal consiglio nazionale in un secondo momento rispetto alla firma del protocollo. Inoltre il commercialista che ha inoltrato domanda di accesso al registro non deve aver subito procedimenti penali dall’Ordine di cui fa parte, né deve avere carichi pendenti o esser stato condannato dal punto di vista penale o civile. E, infine, non deve avere alcun legame di parentela o altro con soggetti condannati per i reati indicati dall’art. 12-sexies del D.L. n. 306/1992. Per quel che concerne gli incarichi, secondo l’accordo, i 3.673 iscritti al nuovo registro possono assumere funzioni quali revisione dei bilanci delle aziende sequestrate, valutazione e/o liquidazione delle suddette aziende, coadiutore dei beni confiscati e delegato alla vendita dei beni mobili.
La consegna del registro - Il Consiglio nazionale ha già consegnato l’elenco con i 3.673 commercialisti all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità. A questo punto sarà compito dell’Agenzia individuare i soggetti ai quali attribuire gli incarichi previsti soprattutto in merito alla revisione dei bilanci delle aziende confiscate. In aggiunta a ciò, l’ente guidato dal prefetto Mancuso ha indetto dei corsi formativi per questi professionisti di concerto con le Università di Bari, Bologna, Catania, Milano, Napoli, Palermo, Pescara; Reggio Calabria, Roma, Torino e Verona, al fine di incrementarle competenze degli iscritti al registro.