18 dicembre 2014

Anc. Sguardo sui nuovi minimi

L’associazione di Cuchel illustra le criticità della riforma.
Autore: Redazione Fiscal Focus

I nuovi minimi - L’Associazione nazionale dei commercialisti guidata da Marco Cuchel fa il punto in merito al work in progress sulla Legge di stabilità, il cui disegno di legge dovrebbe ottenere il via libera entro il prossimo 22 dicembre, ossia lunedì. Il punto sul quale la sigla di categoria si è soffermata è quello inerente al nuovo regime dei minimi che verrebbe introdotto dal prossimo primo gennaio. Il commento dell’Anc si basa per ora su indiscrezioni che potrebbero però ben presto essere confermate. In sostanza, sebbene vi sia una lista quasi infinita di emendamenti presentati in Commissione Bilancio che avrebbero la facoltà di modificare radicalmente la struttura del nuovo regime, le più recenti ipotesi sono orientate sulla definizione di modifiche che non sarebbero in grado di fronteggiare a quelli che sono stati considerati dei veri e propri limiti della riforma.

Focus Anc – Il recente intervento dell’associazione di categoria mira a mettere in evidenza le maggiori criticità di queste modifiche che le indiscrezioni raccolte danno per certa approvazione. Sul punto Marco Cuchel sostiene che “la corsa ad aprire la partita Iva per poter rientrare, entro il prossimo 31 dicembre nell’attuale regime dimostra chiaramente che per i contribuenti questa riforma non è così innovativa e moderna come si intende far credere, ma discriminatoria e fortemente penalizzante”. A ciò il presidente della sigla sindacale aggiunge che il principio sul quale il nuovo regime si basa, ossia la forfetizzazione dei costi, “è una soluzione che il nostro Paese ha già sperimentato e che probabilmente oggi avrebbe evitato di riproporre, se solo non avesse dato prova ancora una volta di avere la memoria corta. La legge nota come ‘Visentini ter’, infatti, introduceva trent’anni or sono la deduzione forfettaria dei costi per i soggetti a contabilità semplificata, abbandonata a distanza di pochi anni”.

Le conclusioni – A ben vedere, l’amara conclusione di Cuchel è che se queste sono le modifiche, ossia un ritorno al passato, allora se ne sarebbe potuto fare volentieri a meno. Tale posizione è giustificata dalla certezza che “l’impossibilità di dedurre dalla base imponibile i costi effettivamente sostenuti, che diventano così ininfluenti ai fini della determinazione del reddito imponibile, fa venire meno un principio cardine di qualsiasi sistema che si proponga di disincentivare comportamenti omissivi e reati fiscali”.

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