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Lo sconcerto - Anche l’Associazione nazionale commercialisti, dopo settimane di tacito ascolto, ha deciso di rompere il silenzio in merito alle vicende ancora poco chiare che hanno coinvolto il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili nella fase di rinnovo. La situazione dopo il 15 ottobre e soprattutto dopo gli eventi della scorsa settimana pare divenire ogni giorno più grave, pertanto la sigla sindacale presieduta da Marco Cuchel ha tenuto a sottolineare il proprio “profondo sconforto” in merito a ciò che sta accadendo ai vertici della categoria e che, ad oggi, non pare avere una pronta soluzione.
Credibilità in bilico - Il focus sul quale Marco Cuchel intende porre l’accento riguarda essenzialmente la mancanza di responsabilità dimostrata da entrambe le componenti in lizza per la guida della categoria. “Assistiamo ad un’escalation di azioni da parte delle due componenti in causa che non fa presagire nulla di buono e che mette a repentaglio dall’interno la credibilità di una categoria già impegnata a difendersi da insidie esterne ad essa, che ben conosciamo e che dovrebbero essere la nostra principale fonte di preoccupazione”, ha affermato con vivo sdegno il leader dell’associazione riferendosi ai ricorsi e ai controricorsi che hanno caratterizzato le ultime uscite dei diversi candidati.
La possibile degenerazione – Innanzitutto, a parte un rallentamento oggettivo della crescita della categoria, ciò che spaventa il presidente dell’Associazione nazionale dei commercialisti è che tutto il peggio finora dimostrato possa in qualche modo raggiungere una sorta di degenerazione, aggravando (se possibile) le condizioni tuttora instabili nella quali si trova il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. “Il pericolo è che una contrapposizione tra questioni di principio (in alcuni casi anche di sostanza, non lo neghiamo) degeneri, se già non è successo, in uno scontro personale, dove il bene della categoria non può che passare in secondo piano rispetto alla volontà di annientamento della controparte. Non possiamo pertanto che fare appello al buon senso di tutti, che sembra smarrito tra le carte di ricorsi, esposti e denunce, e ad un ritrovato senso di responsabilità affinché si evitino quegli esiti infausti, che qualcuno già adombra”, ha concluso Marco Cuchel.