14 febbraio 2013

ANC: sospensione sia opportunità di dialogo

Bene categoria e prestigio devono rientrare nell’agenda dei candidati in un percorso condiviso.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Lo stato attuale - Una fotografia sconfortante è quella tratteggiata dall’ANC nella sua recente riflessione in merito agli eventi che hanno coinvolto in questi giorni il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Quando mancava ormai poco per l’atteso rinnovo dei vertici, il secondo dopo che le elezioni di ottobre erano state annullate e la categoria sottoposta a Commissariamento straordinario, ecco che nuove decisioni provenienti dall’esterno sospendono tutto fino al 12 marzo. Inevitabile quindi l’asciutto in bocca generato e l’annichilimento di qualsiasi entusiasmo. Allo stresso tempo, però, l’ANC non appare neanche perplessa innanzi alle opposte posizioni del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato, nate sostanzialmente da una generale apatia e disinteresse emerso già all’interno della categoria.

Nessuno spazio per gli iscritti e per la categoria - “Si tratta delle possibili fisiologiche conseguenze di un mostruoso e prevedibile gorgo legale che nessuno degli interessati ha cercato di fermare”, dichiara in maniera lucida e obiettiva l’Associazione nazionale dei commercialisti. Non si poteva raggiungere una meta diversa, potrebbe essere questa la parafrasi di quanto espresso dalla sigla sindacale. La stessa, infatti, nell’immediato periodo successivo alle precedenti consultazioni elettorali, aveva proposto ai soggetti principali di intavolare un cammino comune, onde evitare spiacevoli conseguenze che avrebbero potuto mettere in cattiva luce categoria e iscritti. “Abbiamo più volte auspicato che, subito dopo le elezioni di ottobre, forti anche dell’opinione dei colleghi da noi interpellati attraverso un sondaggio, tutti gli attori di questa vicenda conseguissero un accordo per raggiungere una sintesi che trovasse ragione e sostanza in una lista unica, espressione della ritrovata compattezza della categoria – spiega la sigla sindacale - Ma il bene della categoria e il suo prestigio, in questa storia non trovano più molto spazio”.

Il nuovo auspicio – Lungi dall’interpretare negativamente la decisione del Consiglio di Stato, l’ANC auspica che chi di dovere possa intendere una simile sospensione alla stregua di una seconda opportunità al fine di elaborare serenamente un piano condiviso da entrambe le compagini. “L’ANC, ribadendo la sua posizione di equidistanza rispetto alle componenti in competizione, non dispera che questa ulteriore dilatazione dei tempi possa essere utilizzata a vantaggio della riapertura di un dialogo tra le parti che favorisca il necessario ritorno del senso di responsabilità”.

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