19 novembre 2012

Anc: sulle non regolamentate riflettere ancora

Dopo l’approvazione del provvedimento al Senato, l’Anc spera in un alt di riflessione alla Camera.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il provvedimento delle non regolamentate - Lo scorso giovedì il Senato ha approvato il provvedimento di riforma delle professioni non regolamentate, ossia quelle che non sono organizzate in ordini e collegi. Su questo punto, passato quasi inosservato da più fronti, si è espressa l’Anc guidata da Marco Cuchel. “L’approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulle attività non regolamentate – ha spiegato il presidente della sigla di categoria - rappresenta, almeno fino ad ora, in attesa che il testo torni nuovamente alla Camera per la terza lettura, un’occasione mancata, quella di disciplinare, com’è opportuno che avvenga, le numerose attività che oggi nel nostro Paese sono svolte da una vasta ed eterogenea platea di operatori senza alcun riconoscimento normativo, facendolo però con la necessaria ed opportuna chiarezza”. In sostanza, l’associazione dei commercialisti ha sottolineato la propria delusione per quel che concerne gli obiettivi del provvedimento approvato, sul cui tema peraltro la stessa Anc ha più volte mandato segnali di sollecitazione in passato.

I lati positivi – La sigla sindacale presieduta da Marco Cuchel non ha comunque mancato si evidenziare gli aspetti positivi, ossia le modifiche che il testo ha acquisito dal suo passaggio al Senato. In particolare, è stata positivamente valutata la scelta di Palazzo Madama di approvare l’emendamento che sostituiva i termini “professione” e “professionista” all’articolo 1 del disegno di legge, comma 5, rispettivamente con “servizio intellettuale” e “prestatore del servizio”.

L’auspicio – Ciononostante, le aspettative espresse dall’Associazione nazionale dei commercialisti sono che la Camera non approvi siffatto disegno di legge, ma si concentri nell’apportare migliorie risolutive della questione. “Per i professionisti che svolgono una professione regolamentata conseguentemente al superamento dell’esame di stato, che Costituzione e Codice civile stabiliscono, la questione - conclude Cuchel - non è certamente posta in termini di riserve e di esclusive, ma è evidente che, nel caso di attività professionali che nel concreto si muovono nell’ambito del medesimo perimetro, in alcuni casi sovrapponendosi, è doveroso da parte del Legislatore, nel rispetto e a tutela del cittadino utente che si rivolge al mercato per fruire di prestazioni di contenuto professionale, intervenire in modo chiaro anche sugli aspetti sostanziali che, al di là dei termini, attengono alla tipologia e alla natura delle prestazioni intellettuali”.

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