Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
La denuncia dell’Anc - La scadenza del pagamento della terza tranche si fa sempre più vicina, ma la situazione inerente la definizione delle aliquote è ancora purtroppo molto incerta. Pertanto anche l’Associazione nazionale dei commercialisti avanza una propria proposta di proroga dei termini, connessa alla denuncia di uno stato di cose stagnante. Quel che lamenta la sigla sindacale presieduta da Marco Cuchel è, in sostanza, “il permanere della situazione di incertezza in cui le Amministrazioni territoriali lasciano i contribuenti ed i professionisti che li assistono nella compilazione dei modelli di versamento dell’IMU”.
I problemi emersi in merito ai software – Come accennato, le aliquote relative ai diversi comuni non possono essere calcolate in maniera automatica attraverso i software professionali. Siffatta situazione è dovuta al fatto che, non avendo degli elementi sicuri, le case produttrici non si pronunciano autonomamente mettendo in circolazione programmi volti a computare gli importi dovuti, che poi gli intermediari dovranno inserire a mano. A tal proposito, “l’ANC da tempo richiede di pubblicare in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre di ogni anno, non solo le aliquote stabilite dalle Amministrazioni comunali, ma anche i testi delle delibere sottostanti, in quanto spesso esse contengono importanti dettagli la conoscenza dei quali può determinare variazioni nel calcolo”. Una proposta di tal genere consentirebbe alle case produttrici di acquisire tempo utile per aggiornare i programmi informatici che poi metteranno a disposizione dei professionisti.
La proroga – Queste sono, per concludere, le motivazioni che hanno spinto l’Associazione nazionale dei commercialisti a chiedere all’Amministrazione fiscale una proroga che possa essere contestuale al rilascio dei dati effettivi, peraltro “non ancora disponibili”, sottolinea la sigla sindacale.