23 gennaio 2015

Ancl, febbraio denso di scadenze

L’Amministrazione non ripeta le medesime richieste di dati già trasmessi
Autore: Redazione Fiscal Focus

Un calendario esigente - I consulenti del lavoro facenti capo all’Ancl prendono atto dell’incapacità dell’Amministrazione fiscale di gestire scadenze e adempimenti, in vista del caldo mese di febbraio quando dovranno fare i conti con ben 43 deadline. In merito al caos adempimenti era già intervenuto, nei giorni scorsi, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed egli esperti contabili, sottolineando come non solo gli intermediari fiscali e i contribuenti debbano fare i conti con un calendario esigente, ma anche che alla miriade di appuntamenti non fa seguito un’adeguata certezza e chiarezza normativa. Il supremo organo della categoria dei commercialisti sottolineava che l’insoddisfazione dilagante ha condotto a una situazione davvero complicata, rendendo particolarmente difficile l’attività di consulenza.

La macchina infernale -
A questa posizione ha quindi fatto eco l’esternazione del numero uno dell’Ancl, Francesco Longobardi, che ha puntato il dito contro la Pubblica amministrazione quale macchina infernale incapace di coordinarsi. “Febbraio è il mese delle inutili verifiche e delle folli scadenze. Non ci stancheremo di denunciare la situazione finché non ci sarà una revisione delle norme”, ha sottolineato con allarme Longobardi.

Il caldo febbraio - Ad attendere al varco i professionisti vi sono moltissimi adempimenti spalmati lungo tutto il mese di febbraio. Questi appuntamenti sono venuti su come funghi, in mezzo a un clima di totale incertezza in merito alle modalità e ai termini da adottare per fronteggiarli. L’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro sottolinea infatti che nella seconda metà del prossimo mese i propri iscritti dovranno affrontare quarantatré scadenze di carattere lavoristico e fiscale. Inoltre è probabile che a questi appuntamenti vada ad aggiungersi la proroga della denuncia dei disabili, spostata dal 31 gennaio al 15 febbraio. E non finisce qui, perché quelle finora individuate sono solo le nuove scadenze che però devono sommarsi ai consueti adempimenti da completare per conto della aziende clienti: adempimenti che si trascinano dietro ognuno il sul bel bagaglio di sanzioni!

Una proposta – A questo punto, considerato anche che già in passato sono state avanzate proposte di snellimento adempimentale, i consulenti dell’Associazione nazionale avanzano una sola idea che potrebbe aiutare a oleare la macchina rimuovendola dall’impasse. La chiave per uscire dallo stallo sarebbe quella di partire dalle buste paga: l’Amministrazione dovrebbe smetterla di chiedere ripetutamente i medesimi dati, limitandosi invece ad acquisirli una volta per tutte e attingere poi a quelle informazioni già ottenute dai modelli compilati dai professionisti.

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