17 luglio 2013

ANDoC: il nuovo direttivo nazionale

Amedeo Sacrestano è il presidente nazionale fino al 2016.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il nuovo direttivo nazionale - Importanti novità ai vertici della sigla di categoria ANDoC, che proprio lunedì ha visto il rinnovo del direttivo nazionale. Il nuovo presidente, che sarà in carica per il triennio 2013-2016, è Amedeo Sacrestano, proveniente dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma. Nelle vesti di vicepresidente vicario si siederà al suo fianco Michele De Tavonatti, di Brescia, mentre sempre della Capitale è il vicepresidente con delega all’organizzazione, Federico De Stasio. A svolgere le funzioni poi di segretario nazionale sarà Danilo Picano, di Cassino. Infine il ruolo di tesoriere e di addetto stampa sono stati affidati rispettivamente a Vincenzo Gattagrisi, di Bari, e Fabrizio Salusest, di Pescara.

Gli altri membri - L’organismo direttivo della sigla sindacale sarà altresì composto da Riccardo Losi, Vittorio Maugeri e Domenico Contini, tutti di Roma, e Paolo Pensotti Bruni, di Varese, che sono stati i precedenti presidenti nazionali. Completano il quadro poi Rosario Cacopardo, di Catania, Sergio Caramella, di Varese, Emilio Cardosi, di Latina, Ugo Mangia, di Napoli e Sandro Riberzani, di Cremona.

Il nuovo presidente - Amedeo Sacrestano, nuovo presidente dell’associazione di categoria, ha espresso il proprio entusiasmo tracciando già le linee programmatiche della sigla sindacale. “C’è tanto lavoro da fare per ridare autorevolezza ai Dottori Commercialisti, oggi da più parti attaccati nei loro ruoli e funzioni e privi, ormai da troppo tempo, di una rappresentanza istituzionale nazionale. – ha dichiarato - La società non può fare a meno dell’unica figura professionale, con competenze economiche giuridiche, che lavora per la tutela della fede pubblica e per raccordare Istituzioni del Paese e realtà economiche di medie/piccole dimensioni. Occorre ridisegnarne, però, ruoli e funzioni, per garantire agli iscritti un riconoscimento tangibile da parte delle pubbliche amministrazioni e maggiore serenità e gratificazione negli adempimenti, sempre più pressanti, che contraddistinguono il loro operare quotidiano. Per fare ripartire l’Italia occorre investire di più in cultura e conoscenza in generale. In tale attività, i Dottori Commercialisti sono pronti a fare la loro parte”.

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