14 giugno 2012

Antitrust: tariffe minime ostacolano la concorrenza

L’Agcm boccia l’Ordine dei notai milanesi che aveva posto dei criteri minimi da applicare ai costi delle prestazioni professionali.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le tariffe e il “Cresci Italia” – La legge sulle liberalizzazioni, che viene comunemente indicata con l’appellativo di decreto “Cresci Italia”, dopo la definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2012 aveva sostanzialmente abrogato le tariffe professionali. A ben vedere, aboliti i tariffari, sono rimasti in vigore esclusivamente entro centoventi giorni dalla legge di conversione i criteri per la liquidazione di spese giudiziali. Questo, in sintesi, è l’antefatto che soggiace alle vicende che hanno interessato l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e l’Ordine dei notai di Milano.

Il caso – A cosa è dovuto il coinvolgimento dell’Antitrust in questioni prettamente professionali? Ebbene, il fatto è che il Consiglio dell’Ordine dei notai del capoluogo lombardo ha approvato una delibera attraverso la quale vengono reintrodotte le tariffe abrogate dalla legge sulle liberalizzazioni. La delibera in questione invita gli iscritti all’Ordine meneghino a rispettare le tariffe notarili relative alle diverse prestazioni professionali erogate. Il Consiglio, quindi, ha garantito ai notai di Milano l’opportunità di decidere in maniera autonoma i costi associabili alle rispettive consulenze, venendo meno in maniera “ufficializzata” a quanto disposto tra gennaio e marzo dal governo. In sostanza, se con questa delibera viene ripristinato un rapporto tra il compito di vigilanza sugli illeciti disciplinari attribuito al Consiglio dell’Ordine e l’adeguamento obbligatorio al compenso che dovrà essere stabilito tramite determinati criteri, significa che vi è l’intento di riesumare e riproporre la tariffa notarile che era stata abolita assieme a tutti i tariffari professionali. In altri termini, non solo il Consiglio distrettuale dei notai milanesi ha deliberato l’introduzione di una sorta di tariffario, ma in aggiunta a ciò si è attribuito il compito di vigilare affinché lo stesso venga rispettato riservandosi la possibilità di rintracciare i soggetti che non rispettano tali criteri. Su questo punto è intervenuta l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

I motivi dell’istruttoria dell’Agcm – Ebbene, analizzati i fatti, l’Antitrust ha deciso di scendere in campo mostrando il cartellino giallo all’Ordine meneghino. A ben vedere, secondo l’Agcm, se il Consiglio intende, in maniera dichiarata, svolgere un’attività di individuazione degli iscritti che applicano tariffe inferiori alla media, ciò vuol dire che ha messo in piedi una mera attività di verifica basata sulla “rilevazione dati” che determina una vera e propria battuta d’arresto per la concorrenza professionale. Si ricorda che la legge sulle liberalizzazioni, vale a dire il cosiddetto decreto “Cresci Italia”, aveva inteso abrogare il tariffario minimo proprio per garantire una scelta più libera agli utenti e maggiori possibilità concorrenziali ai professionisti, quindi qualora un Ordine di categoria decida di porre dei paletti in merito ai costi delle prestazioni erogate si è al cospetto di una restrizione della concorrenza legittima. In definitiva, l’Agcm ha dichiarato che stabilire dei prezzi minimi per quel che concerne le consulenze attuate dai professionisti significa venir meno alla normativa antitrust, in quanto non garantisce un’ampia rosa di possibilità competitive proprio su quell’elemento, la tariffa professionale, che è sicuramente il più importante risvolto economico di un professionista.Pertanto, alla luce di siffatto principio, l’Autorità ha deciso di aprire un’istruttoria a carico del Consiglio dell’Ordine dei notai di Milano.

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