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Lo scorso 23 febbraio il Governo ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi che dettano disposizioni in materia di antiriciclaggio e disciplinano l'attività dei "compro oro". In particolare, l'A.G. n. 389 recepisce la direttiva UE 2015/849 (IV direttiva antiriciclaggio), relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Lo schema del relativo decreto legislativo – inviato il successivo 25 febbraio all’esame della Commissioni Giustizia, Finanze, Politiche dell’Unione Europea e Bilanci - è stato frattanto pubblicato sul sito della Camera dei Deputati.
Il decreto ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di contrasto al riciclaggio dei proventi di attività criminose ed al finanziamento del terrorismo e, in particolare, ha operato una razionalizzazione ed una semplificazione degli adempimenti posti a carico degli operatori del sistema anche nell’intento di uniformarli agli standard adottati del diritto comunitario. Ha inoltre disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
Il tema dell’antiriciclaggio è, tra l’altro, uno di quelli sui quali i Commercialisti - nel contesto della protesta manifestata lo scorso dicembre ed approdata allo sciopero di Categoria (poi revocato) - hanno richiesto un loro fattivo coinvolgimento alle Istituzioni, al fine di veder maggiormente considerate le proprie esigenze ed il proprio ruolo nei processi decisionali che li riguardano. Ciò che ha portato all’avvio, nei giorni scorsi, del tavolo tecnico sull’antiriciclaggio cui il MEF ha chiamato, appunto, a partecipare anche il CNDCEC.
Su alcuni dei contenuti dello schema di decreto approvato dal Governo sul predetto argomento si è peraltro espresso positivamente il Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, constatato l’accoglimento, nel relativo testo, di alcune modifiche che risultano rispondenti all’esigenza di semplificazione ripetutamente auspicata dai commercialisti: dall’esonero dalla adeguata verifica per gli adempimenti dichiarativi e per quelli in materia di amministrazione del personale alla soppressione della disposizione che includeva tra i soggetti obbligati anche i curatori fallimentari ed i commissari giudiziali (non è stato invece esonerato dall’obbligo antiriciclaggio il collegio sindacale con funzioni di solo controllo di legalità, come attualmente configurato dal lgs. 231/2007); dall’abolizione del registro antiriciclaggio alla riformulazione delle norme sulla conservazione (possibile anche con la tenuta di un fascicolo cartaceo).
Il Presidente Miani ha pure dichiarato la necessità del persistere dell’intervento della Categoria nel prosieguo dell’iter legislativo di definizione ed approvazione del decreto, al fine di ottenere l’accoglimento anche di ulteriori richieste formulate in sede di risposta alla consultazione pubblica, così come ha espresso l’impegno a poter ottenere un’ulteriore riduzione dell’importo minimo delle sanzioni previste per gli inadempimenti formali, pur tenendo conto dei limiti imposti dalla direttiva comunitaria e dalla legge di delegazione europea.