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Per sostenere i professionisti europei la Commissaria Europea all'Industria, Mercato Interno e PMI, Elżbieta Bieńkowska, qualche mese dopo il suo insediamento, annunciò per il 2015 la creazione di un Forum Europeo sulle Libere Professioni che avrebbe dovuto facilitare l’accesso ai fondi Horizon 2020 per la ricerca e l'innovazione e ai fondi Cosme per la competitività e la crescita economica.
Il primo semestre del 2014 faceva prefigurare uno scenario di programmazione europea, differente dal solito: i professionisti d'Europa avrebbero potuto avere accedere senza intermediari ai fondi comunitari (sia quelli a gestione diretta che indiretta), addirittura si pensava a misure esclusive!
Così non è stato, a oggi non c'è più traccia del Forum!!!
Il Forum avrebbe dovuto coinvolgere i rappresentanti dei liberi professionisti a livello europeo, le principali associazioni nazionali, i rappresenti e i soggetti interessati.
Archiviata la possibilità di organizzare e prendere parte attivamente alla programmazione europea e ai relativi bandi, le prime due annualità (2014/2015) volgono al termine, quali risultati hanno prodotto per i professionisti? Pochi, anzi pochissimi, senza risultati visibili.
Occorre fare un distinguo tra programmazione europea partita regolarmente a gennaio 2014 e programmazione italiana partita (non in tutte le regioni) dalla primavera 2015.
Dobbiamo e possiamo fare qualcosa in più per il prossimo biennio 2015/2016. L'Europa, quella delle call, dei bandi, della Commissione, purtroppo e/o per fortuna, corre, rispetta i tempi che si è imposta, che ha stabilito, occorre che i professionisti italiani ed europei facciano la loro parte. Come?
La Commissione Europea, nel 2010, ha condotto un’indagine relativa a tutti gli Stati membri. In Europa vi sono circa 3,7 milioni di liberi professionisti, che forniscono un’occupazione a 11 milioni di persone, si tratta di un business superiore ai 560 miliardi di euro. Con questi numeri com’è possibile stare fuori dall’Europa? Le call/bandi relative al biennio 2014/2015 dei programmi europei Horizon 2020 e Cosme nella maggior parte dei casi non avevano una possibilità d'accesso diretta per i liberi professionisti, attraverso però un occhio attento si poteva partecipare con gli ordini e le associazioni di categoria su Horizon 2020 mentre su Cosme i beneficiari delle azioni erano le imprese. L’Unione Europea ha equiparato i professionisti alle imprese. Si tratta di un’inversione di tendenza che, permettendo l’accesso a fondi prima riservati alle imprese, è stata pensata per valorizzare il peso economico dei liberi professionisti. I liberi professionisti sono riconosciuti, a livello europeo, come imprese, nonché soggetti fondamentali per il conseguimento degli obiettivi comunitari 2020.
L’equiparazione tra PMI e liberi professionisti, nonostante la presenza della raccomandazione della Comunità Europea del 6 maggio 2003, mostra delle criticità a livello di Stato Italiano. Nei finanziamenti diretti l’accesso ai professionisti è automatico, mentre in quelli indiretti tale automatismo non si attua a causa della mancata assimilazione della raccomandazione succitata. Si può e si deve risolvere il problema convocando ai tavoli di partenariato regionali i liberi professionisti che potranno avere un ruolo incisivo e diretto nella stesura dei bandi.
Ma i liberi professionisti, in generale, e i commercialisti, in particolare, quanto sono presenti in questi tavoli??? Come commercialisti, il Consiglio Nazionale ha chiesto ed ottenuto (seppur in piccola parte 3 regioni su 20) di essere sentito e di far parte dei tavoli dove viene decisa la programmazione europea, che anche questa volta durerà fino al 2020, prolungandosi in automatico fino 2022 con le richieste di proroghe e le relative attività di rendicontazione. Ma cosa ci aspettiamo? Di essere ascoltati, di far sentire la nostra voce come categoria, come portatori d'interessi di oltre 110 mila iscritti, di poter apportare validi contributi nelle varie fasi che si susseguono: dalla programmazione, alla rendicontazione al controllo dei progetti europei.
In Italia fino ad ora non ci siamo quasi mai occupati dei fondi europei, la crisi però ci ha costretto a guardare e considerare mercati finora inesplorati, come quello dei fondi europei, territorio incontrastato di società di consulenza.
Se fossimo presenti nei tavoli regionali potremmo spiegare ai nostri burocrati ed ai nostri politici le criticità per i professionisti e per le aziende che noi rappresentiamo, potremmo aiutarli ad individuare i correttivi ed infine daremmo un contributo importante anche nella rendicontazione/revisione/controllo dei progetti finanziati.
Molto c'è da fare anche all'interno della nostra categoria, ma sia la governance del CN che della Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno iniziato un lavoro di ricerca e di attenzione verso questo nuovo mercato.
Ora occorre iniziare a muoversi verso il territorio, cogliere l'attenzione degli iscritti, sensibilizzare le nostre aziende, attenzionare la politica.
Da commercialista esperta in fondi europei, grazie alla possibilità offertami dal Direttore Gigliotti, cercherò di spronare gli stakeholders, portando un piccolo contributo sia a livello di contenuti che di proposte fattive da realizzare come singolo professionista, come categoria, come impresa.