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All’assemblea degli Ordini Territoriali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, riunita ieri a Roma nel salone della Casa dell’Architettura, nel Giardino dell’Acquario Romano, è stata sottoposta l’approvazione del Bilancio preventivo 2016 del CNDCEC, dando così risposta ad una precisa richiesta avanzata dagli Ordini medesimi circa la rilevanza di un loro parere a riguardo.
Il Presidente del CNDCEC, Gerardo Longobardi, in veste di padrone di casa e referente dell’attività svolta durante l’ormai quasi concluso anno dal Consiglio, ha aperto la riunione con un pensiero rivolto alla memoria della Dott.ssa Paola Balzani, Presidente dell’Ordine di Verbania, scomparsa di recente.
Ha quindi illustrato ampiamente e dettagliatamente il ricco carnet di attività, programmi e contributi che ha visto impegnato il Consiglio durante questo anno, senza celare l’orgoglio e la soddisfazione per l’operato svolto ed i risultati raggiunti.
Prima di passare al dettaglio degli impegni eseguiti - di cui le ben 104 informative divulgate dal CNDCEC testimoniano la proficuità - il Presidente ha voluto sottolineare la necessità di tessere un rapporto biunivoco tra il Consiglio e gli Ordini Territoriali, tanto che non sia solo il primo a lavorare nell’interesse dei secondi, ma anche questi ultimi diano contributi concreti che vadano a confluire e ad irrobustire l’attività del Consiglio stesso.
Nel compiacersi, poi, dei risultati raggiunti dall’Organo rispetto ai programmi di mandato formulati all’inizio dell’anno, ha voluto altresì porre l’accento sulle “questioni sensibili” che restano ancora da affrontare:
- Regolamento della Formazione Professionale Continua (e dunque dei crediti formativi), in particolare il nodo relativo alle esimenti che dovrebbero riguardare alcune categorie (i professionisti over 65 che ancora esercitano la professione, gli iscritti agli elenchi speciali ed i non esercenti la professione) ma che non sono state ancora riconosciute; per altro verso, tuttavia, qualche punto a vantaggio è stato segnato: sia col riconoscere agli Ordini l’idoneità all’istruttoria di accreditamento per eventi organizzati da soggetti autorizzati; sia con l’ammettere gli stessi alla riscossione dei contributi di partecipazione per ciascuna giornata di evento programmata. Infine, il riconoscimento di “crediti più pesanti” per quelle attività che rivestono maggiormente caratteri di formazione piuttosto che di aggiornamento.
- Trasparenza e anticorruzione: la necessità, da un lato, di limitare gli interventi del legislatore in materia di trasparenza quando si sostanziano in oneri superflui o inutili; dall’altro, l’opportunità di contemperare le esigenze di trasparenza col rispetto della privacy. Sull’argomento il CNDCEC ha operato con diverse modalità, dall’invio di informative all’audizione dell’ANAC fino al recente incontro col ministro Marianna Madia, finalizzato a far sentire le voci della categoria nell’ottica dell’attuazione della delega che l’art. 7 della Legge 7 agosto 2015 n. 124 ha conferito al Governo in materia di disposizioni finalizzate alla prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza.
- Nuova Geografia Giudiziaria. Effetti sugli Ordini Territoriali: il Presidente ha espresso a riguardo il rammarico del Consiglio per la mancata risposta da parte del Ministero della Giustizia ad una serie di quesiti sulla richiesta di indicazioni circa le competenze territoriali per i giudizi su questioni di interesse della categoria.
- Disciplina: “Codice delle sanzioni” e “Commentario del Regolamento Disciplinare” : in difetto di criteri unitari e, soprattutto, per contenere la tendenza – nei processi disciplinari - alla disparità di giudizio basata perlopiù su assurdi parametri di appartenenza territoriale, il CNDCEC ha evidenziato l’estrema necessità di adottare una condotta uniforme all’uopo ideando questo Codice che almeno vale ad individuare una forbice di sanzioni tra cui contenere le diverse fattispecie configurabili, oltre ad un Commentario al Regolamento Disciplinare.
Il Presidente ha poi voluto ricordare le impugnative presentate dal CNDCEC al MISE: dal ricorso (accolto dal TAR del Lazio) avverso il D.M. del settembre 2014 che escludeva i ragionieri non laureati dagli Organismi di Composizione della Crisi, all’impugnativa del DPR 177/2015 circa la misura dei compensi da liquidarsi agli Amministratori Giudiziari.
Volendo poi rimarcare l’ampiezza delle competenze e le potenzialità della categoria, il Presidente ha enfaticamente proclamato che i commercialisti “non moriranno come “quelli che fanno le tasse”, ed ha quindi evidenziato la convinzione della capacità di sviluppo della professione grazie anche alla realizzazione di specificità che il CNDCEC ha ideato investendo nelle SAF. “E poiché la Professione è un servizio” – ha precisato Longobardi – “e si declina con i fatti e non con le parole, va riconosciuto plauso anche all’impegno nell’internazionalizzazione delle imprese”, con ciò richiamando la recente missione dei commercialisti negli Emirati Arabi al fine di ricercare opportunità professionali per alcuni tipi di imprese; “un’idea” – ha proseguito – “che serve a far “vivere” e non a “subire” la globalizzazione.”
Si è poi soffermato sulle proposte uscite dal recente Congresso Nazionale, in particolare sulle audizioni parlamentari in materia di patrocinio presso le Commissioni Tributarie, di termini per le sanzioni tributarie, di razionalizzazione delle banche dati dell’anagrafe tributaria, riforma del terzo settore ed altro ancora.
Importanti anche gli esiti dei rapporti tra CNDCEC ed Agenzia delle Entrate (soprattutto con riguardo al differimento dei termini per la presentazione del Mod. 770, dello slittamento dei termini per le comunicazioni di irregolarità, proroga dei termini di adesione alla Voluntary Disclosure); sulla firma di un protocollo tra CNDCEC e la Presidenza Giustizia Tributaria circa il contributo degli Ordini territoriali alla raccolta di sentenze pronunciate dalle commissioni tributarie, da far confluire in un massimario fruibile da tutti gli interessati; sull’audizione del CNDCEC presso il Ministero di Giustizia nell’ambito delle proposte della commissione Rordof sulla riforma fallimentare, al fine di rimarcare la validità delle competenze e l’indipendenza dei commercialisti e dunque degli OCC come soggetti idonei alla mediazione anche in ambiti più ampi.
Da ultimo il Presidente ha dato alcune indicazioni sugli interventi previsti dal CNDCEC per rimodellare i Collegi Sindacali (es.: formulazione delle linee guida per il Sindaco Unico) e dei Revisori, e, rimarcando il lavoro che il Consiglio svolge a vantaggio degli Ordini – e dunque degli iscritti – tenendo rapporti con le Istituzioni (a volte anche combattendo con esse), ha voluto concludere la propria esposizione con l’esortazione alla necessità che sulle velleità personali, sulle “proprie campagne elettorali”, prevalga sempre il senso di unità ed appartenenza alla categoria.
Dopo l’intervento del Presidente Longobardi, il Tesoriere del CNDCEC, Roberto Cunsolo, ha illustrato le previsioni per il Bilancio 2016, soffermandosi in particolare sulle modalità con cui sono stati investiti i 19 miliardi di euro di avanzo di gestione risultanti dal precedente bilancio: istituzione del SAF, creazione del massimario di giustizia sopramenzionato, creazione del Portale delle fatture elettroniche, stand di Expo.
La sessione pomeridiana dell’Assemblea è proseguita con l’elezione del nuovo collegio dei Revisori. Dell’unica lista prodotta, gli eletti sono risultati essere: sindaci effettivi: Domenico Abbo dell’Ordine di Imperia, Chiara Mazzalveri dell’Ordine di Pesaro e Urbino, Mara Rinaldi dell’Ordine di Forlì; sindacisupplenti: Vito Montanaro dell’Ordine di Taranto e Nicola Moscon dell’Ordine di Bolzano.