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Regolamentazione associazioni professionali - È stata approvata dalla decima Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati la legge “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” sulla regolamentazione delle associazioni professionali. La neonata legge regolamenterà le associazioni delle professioni non organizzate con ordini o collegi. Con l’approvazione di questa legge viene rivoluzionato il sistema delle professioni italiane rendendolo più moderno, efficace e competitivo. Secondo il presidente del Colap (Coordinamento libere associazioni professionali), il nuovo provvedimento garantirà l’utenza e apporterà grossi benefici a oltre tre milioni di professionisti con il riconoscimento per legge del sistema duale delle professioni composto da ordini ed associazioni.
Valorizzate le competenze - In pratica la legge affida alle libere associazioni professionali, organizzazioni a carattere privatistico e ad adesione volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, il compito di valorizzare le competenze dei professionisti a esse iscritte, attraverso il rilascio di un attestazione di qualificazione professionale che agevola la scelta e la tutela del cittadino/utente.
Un importante passo per la tutela dell’utenza - Con questa legge, le associazioni professionali non ordinistiche divengono i più importanti organismi di tutela nei confronti dell’utenza, di conseguenza occorre puntare alla diffusione di standard qualitativi sempre più elevati. Sarà inoltre compito del nuovo CoLAP vigilare che soltanto le associazioni davvero in grado di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge siano inserite nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico e che tutto sia fatto con correttezza, trasparenza e veridicità.
Dal fronte dei tributaristi - “Un momento epocale in quanto l’approvazione della legge corona anni di attività su questo provvedimento che definisce per la prima volta in Italia la nozione di professione non regolamentata oltre ad ispirare una nuova cultura secondo la quale il riconoscimento non è più necessariamente legato all’istituzione di un ordine professionale ma alla normativa Uni e quindi alla certificazione professionale, una qualifica spendibile a livello comunitario che potrà favorire la mobilità dei servizi professionali. Da oggi pertanto le professioni non regolamentate avranno il riconoscimento che meritano. Questa legge giunge a conferire finalmente piena dignità a milioni di professionisti. Perfettamente in linea con le nuove esigenze del mondo professionale non regolamentato e del mercato non solo italiano ma europeo, il testo rappresenta una svolta importantissima in materia di liberalizzazioni e apertura dei mercati alla concorrenza”, con tali parole il presidente della Lapet, Roberto Falcone, ha salutato l’approvazione della suddetta legge. Inoltre, in qualità di vicepresidente di Cna Professioni, lo stesso ha annunciato la discussione del provvedimento nella riunione di consiglio prevista oggi.
Il parere Anc – A questo punto è risultato inevitabile l’intervento delle categorie professionali ordinistiche, soprattutto per quel che concerne le associazioni naturalmente volte alla tutela dei diritti e degli interesse dei loro iscritti. Prima fra tutte a far sentire la propria voce, intrisa di diniego e insoddisfazione, è stata l’Anc presieduta da Marco Cuchel. “Non è la concorrenza a fare paura ai professionisti, dal momento che nel mercato già ci siamo, è la possibilità che sarà data a chi esercita la nostra stessa attività, di poterlo fare avvalendosi di regole molto più lasche rispetto a quelle che governano la nostra professione – spiega il leader della sigla dei commercialisti - In un contesto come quello che si va profilando il rischio di confusione per il cittadino utente aumenterà notevolmente, quando si troverà di fronte a due soggetti esercenti la stessa attività ed entrambi riconosciuti dalla legge, ignorandone i rispettivi percorsi formativi e di accesso alla professione”. L’augurio definitivo è che qualcosa possa cambiare con la prossima legislatura, magari a partire da un confronto condiviso.