17 settembre 2012

Avvocati/Guardasigilli: un rapporto da (ri)costruire

Si è svolto giovedì l’incontro tra il ministro e gli avvocati. Sono emersi molti spunti su tirocinio e formazione
Autore: Redazione FIscal Focus

L’incontro - Il periodo di maretta tra il Ministero della Giustizia e l’Avvocatura italiana sembra essersi incamminato lungo il viale del dialogo, sebbene vi siano ancora molti punti discordi. A ben vedere, nonostante la clamorosa assenza del Consiglio nazionale forense all’incontro svoltosi giovedì sera tra il ministro Severino e le rappresentanze legali, le conclusioni non possono dirsi negative. La questione della Riforma forense è stata lungamente discussa con la risoluzione di rimandare la decisione in un momento successivo al necessario dibattito parlamentare, atteso che la discussione alla Camera è prevista per il 28 settembre.

Il parere del ministro - Accesso e formazione sono state le parole chiave sulle quali si è basato l’intervento del Guardasigilli, alla luce anche dei problemi che hanno inclinato il già difficile rapporto con l’Avvocatura nei giorni scorsi. Non si può negare che si sia trattato di un meeting sicuramente costruttivo, durante il quale il capo del Dicastero ha dato notizia dell’intenzione di allestire un tavolo di lavoro e concertazione di natura permanente al quale potranno prender parte non solo esponenti del ministero e della categoria forense, ma anche rappresentanti del Miur dal momento che i temi del tirocinio e della formazione riguardano anche il relativo ambito di competenze. L’intento prioritario è quello di formare una “classe forense” con un maggiore bagaglio di abilità e potenzialità e che sia davvero competitiva e solida. E questo non è tutto, in quanto il Guardasigilli ha altresì individuato altri due gradini di crescita del rapporto con l’Avvocatura. Il primo concerne l’intenzione di istituire una task force anche con gli avvocati, finalizzata a risolvere l’arretrato nel settore civile, incontro che si terrà nel giro di un paio di settimane. Il secondo punto riguarda la raccolta di informazioni e pareri in merito ai parametri per la liquidazione del compenso, tale questione non riguarderà solo la categoria forense, bensì tutte quelle coinvolte dalla recente riforma.

La soddisfazione dell’Oua - “Il ministro sembra voglia aprire una stagione nuova con l'avvocatura, basata su un confronto chiaro e trasparente. Sulla riforma del l'accesso dei corsi di laurea in legge finalmente le nostre preoccupazioni hanno trovato il giusto riscontro, certo le posizioni non sono sovrapponibili, però la nostra richiesta di fissare criteri forti per attaccare l'aumento esponenziale degli avvocati è stata recepita. Sul tavolo rimane la proposta dell'introduzione del numero programmato, e il ministro ha dato la disponibilità di avviare urgentemente un tavolo ad hoc su questa questione. Ma non solo. Condivisione sulla necessità di incontrarsi fra 15 giorni per discutere diversi questioni controverse sul processo civile e sulla task force per lo smaltimento dell'arretrato”, è quanto ha dichiarato con pieno compiacimento Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua.

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