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Si chiede una proroga - Il mese di aprile si apre si chiude con due importanti scadenze per i dottori commercialisti e per gli esperti contabili. Giorno due (sarebbe il 30 marzo, ma è sabato) del prossimo mese infatti scade il termine per la comunicazione dei beni ai soci, mentre il 30 scade il termine per lo spesometro. Ora, non ci sarebbe nulla di male e nessun ingorgo di adempimenti se queste due date non risultassero a ridosso di altri oneri quali, ad esempio, scadenze di bilanci e dichiarazioni dei redditi. Pertanto, le possibilità che si verifichino degli accavallamenti sono a dir poco enormi, tant’è che l’Unagraco s’è fatta promotrice della richiesta di proroga dei due adempimenti di inizio e fine mese. A sottolinearlo è Margherita Romualdo, coordinatrice Unagraco Campania. Di parere del tutto conforme a quello espresso dalla sezione campana della sigla sindacale, sono gli Ordini di Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino, che difatti chiedono al direttore generale delle Entrate la medesima proroga proposta dall’Unagraco in riferimento alla comunicazione dei beni ai soci.
Lo spesometro – Per quel che concerne il cosiddetto spesometro, l’Unagraco sostiene che le ragioni a monte della richiesta di un posticipo del termine di presentazione sono da individuarsi “nelle modifiche apportate dall’articolo 2 comma 6 e dall’artico 3 comma 2bis del D.L. 16/2012. Le istruzioni e il modello vanno riscritti: il vecchio spesometro era di fatto una comunicazione analitica di singole operazioni di importo non inferiore ad euro 3.000, mentre l’attuale versione richiede di trasmettere per ciascun cliente e fornitore l’importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate. Inoltre, si discute se vada trasmesso il totale dell’imponibile IVA fatturato nel corso dell’anno oppure un file contenente tutte le fatture registrate, dunque una sorta di replica dei registri IVA”.
Beni ai soci secondo gli Odcec– In questo caso sono anche gli Ordini di Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino a ribadire, come abbiamo visto, la necessità di prorogare il termine. Il posticipo darebbe quindi modo alle Entrate “di fornire ai soggetti obbligati, con un adeguato anticipo, i chiarimenti necessari per adempiere correttamente al nuovo obbligo, vista la complessità della materia, l’estrema sinteticità della norma e i numerosi dubbi che l’applicazione della stessa solleva. In merito gli Ordini si rendono disponibili ad evidenziare all’Agenzia delle Entrate i problemi più delicati che sono sorti nella prassi operativa e ad attivare un tavolo di lavoro congiunto per individuare le possibili soluzioni. La proroga del termine, inoltre, renderebbe possibile l’auspicato intervento legislativo per un riordino sistematico della disciplina delle società di comodo, della disciplina delle società in perdita e della normativa relativa ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari”. Il parere degli Odcec è che optando per la proroga al 30 settembre, in concomitanza con l’invio di UNICO, non si andrebbe a incidere sulle entrate erariali previste, però si sgraverebbero gli oneri posti sulle spalle dei contribuenti e dei loro commercialisti. “Lo spostamento della scadenza andrebbe incontro alle esigenze della categoria che, nel mese di marzo 2013, è impegnata nelle ordinarie scadenze: presentazione dei modelli di comunicazione delle operazioni con soggetti aventi sede, residenza o domicilio in paesi a fiscalità privilegiata (c.d. “Black list”); presentazione degli elenchi Intrastat; redazione dei bilanci al 31 dicembre 2012; presentazione delle istanze di interpello per la disapplicazione della disciplina delle società di comodo e di quelle in perdita sistematica; presentazione della domanda di rimborso dell’Ires e dell’Irpef per la deduzione Irap relativa al costo del lavoro; comunicazione delle operazioni svolte con i clienti e con i fornitori (c.d. “Spesometro”)”.
Focus Unagraco – S’è visto che su questo punto le posizioni degli Odcec citati e dell’Unagraco Campania coincidono. Dal canto suo, la sigla sindacale ritiene che con il rinvio ne avrà giovamento anche l’Agenzia delle Entrate, perché si vedrebbe diminuito il carico di lavoro previsto per questo periodo. L’Unagraco però aggiunge la proposta di circoscrivere il campo applicativo solo alle società, chiedendo altresì chiarezza “se debbano essere comunicati anche i beni dati in uso ai soci dipendenti o agli amministratori e se vadano o meno comunicati i finanziamenti dei soci”. La sigla conclude, a riguardo, sottolineando che “la circolare 25E 2012 ha precisato che i finanziamenti vanno indicati anche se non strettamente correlati con l’acquisto del bene dato in uso ai soci, ma si attende la conferma del fatto che questi apporti non vanno invece comunicati da parte della società che non concede in uso alcun bene. E ancora, la comunicazione attualmente è obbligatoria comunque, anche se negativa: un adempimento superfluo che varrebbe la pena depennare”.