15 marzo 2013

Beni confiscati: commercialisti ‘braccio operativo’

Si è svolto a Napoli il convegno “L’aggressione e l’ablazione dei patrimoni illeciti e la loro gestione”.
Autore: Redazione Fiscal Focus

I commercialisti – I dottori commercialisti e gli esperti contabili sono ancora una volta in prima fila nel discutere circa i problemi sociali e amministrativi legati alla lotta alla criminalità, con l’obiettivo dichiarato di avere un ruolo concreto nella ricerca delle vie risolutive percorribili. Si inserisce in questo contesto di presenza fattiva, quindi, la partecipazione dell’Ordine di Napoli al convegno annuale di studio dal titolo “L’aggressione e l’ablazione dei patrimoni illeciti e la loro gestione”. Il presidio dei commercialisti partenopei ha preso parte al meeting per mezzo del proprio massimo rappresentante, il presidente Vincenzo Moretta che si è soffermato sull’annosa questione in oggetto.

Il ruolo della categoria - La categoria dei commercialisti è da lungo tempo impegnata nell’ambito della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, prova ne è l’accordo stipulato lo scorso anno con l’ANBSC. In ragione di ciò ben si comprende l’intervento chiaro e mirato del presidente dell’Ordine napoletano. Il parere di Vincenzo Moretta è che “i commercialisti rappresentano il braccio operativo dei giudici che dispongono i sequestri dei patrimoni illeciti. Ma non bisogna dimenticare le difficoltà nell’amministrare all’interno del mercato quelle aziende che fino a poco prima avevano vissuto nell’illegalità”. Inoltre, secondo il leader dei commercialisti partenopei, “bisogna facilitare la reimmissione delle aziende sequestrate nel mercato: ci sono problemi di competitività e di tutela dei dipendenti. I commercialisti svolgono al meglio questo ruolo, cercando di perfezionarsi costantemente, al servizio della giustizia”.

Il convegno e gli interventi - L’evento, organizzato dall’associazione Ius et Gestio, è stato ospitato nei locali del Tribunale di Napoli e si è avvalso di numerosi interventi oltre a quello di Vincenzo Moretta che, insieme al presidente dell’Avvocatura partenopea Francesco Caia, ha rappresentato il settore professionale. Le diverse aree tematiche si sono concentrate sulla relazione tra la macchina della giustizia e gli strumenti di cui è impossesso per amministrare i patrimoni confiscati alla criminalità. È stato invitato anche il responsabile della sede napoletana dell’ANBSC, Gianpaolo Capasso, che ha analizzato il ruolo dell’Agenzia per quel che concerne la destinazione dei meni confiscati. Hanno inoltre preso la parola i procuratori e sostituti procuratori della Repubblica operanti nelle città del Meridione, quali Franco Roberti (Salerno), Francesco Menditto (Lanciano), Raffaele Marino (Torre Annunziata) e Giovanni Colangelo (Napoli). Gli interventi si sono dilungati sul ruolo del procuratore antimafia, sul codice adottato e sul contrasto a patrimoni acquisiti con reati quali usura e frodi tributarie e fallimentari. In merito al codice antimafia e alle indagini per l’aggressione ai patrimoni illeciti hanno altresì relazionato Federico Cafiero de Raho e Marco Del Gaudio, rispettivamente procuratore aggiunto D.D.A. e sostituto procuratore D.D.A. del Tribunale di Napoli. Infine, arricchendo il bagaglio delle informazioni messe nel calderone del confronto, è intervenuto anche il mondo dell’associazionismo con diversi esponenti dell’Associazione culturale Ius et Gestio, che è stata l’organizzatrice dell’evento, e della Fondazione Pol.I.S.

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