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La bozza fiscale in generale - Da ieri il Consiglio dei ministri sta valutando la bozza del decreto sulla delega fiscale. In particolare, per quel che concerne l’approdo del “gettito conseguente alla riduzione dell'evasione”, il testo si apre a prospettive non apparentemente negative. Sostanzialmente vi sarà la possibilità di istituire un “apposito fondo strutturale, destinato a finanziare sgravi fiscali”, pur affidando alla squadra esecutiva il compito di “adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, recanti la revisione del sistema fiscale secondo i principi e i criteri direttivi indicati nella presente legge”. In definitiva, l’intento è quello di arginare in maniera chiara e distinta la piaga dell’evasione istituendo dei sistemi di controlli di concerto con “altre autorità pubbliche”, si tratterà di operazioni mirate a potenziare e razionalizzare la “tracciabilità dei pagamenti” e a incrementare l’uso “della fatturazione elettronica”. Questi alcuni punti in esame che, tra gli altri, hanno attratto l’attenzione dei commercialisti, in quanto categoria professionale chiamata in causa per esperienza e presenza nella sfera fiscale. Proprio sui punti della bozza si è fatto sentire il commento dei presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti, il quale pur vedendo di buon occhio l’intento del governo, non ha potuto fare a meno di sottolineare quelle che secondo lui potrebbero essere delle debolezze.
Il parere del Cndcec - “Bene la previsione di un fondo per la riduzione della pressione fiscale cui destinare i proventi derivanti dalla lotta all'evasione, ma rimane un fatto che, mentre i provvedimenti utili alle casse dello Stato si fanno a colpi di decreti legge immediatamente in vigore, quelli utili per le tasche dei cittadini si inseriscono in disegni di legge delega che poi devono diventare legge, poi essere attuati con decreti legislativi, infine essere resi operativi con decreti ministeriali”, questo il commento del leader dei dottori commercialisti e degli esperti contabili italiani. In sostanza, Siciliotti ritiene che l’uso delle risorse derivanti dal gettito fiscale finalizzato a contrarre la pressione tributaria sui contribuenti non può che essere accolta come una prospettiva felice, in quanto si avvicina “all’attuazione concreta del principio ‘pagare tutti, per pagare meno’, è ormai la promessa con la ‘P’ maiuscola di tutti i governi che si sono succeduti dal 2006 in poi, ossia da quando si è cominciato a fare sul serio con la lotta all'evasione e a stringere i cordoni della spesa”. Ciò che induce il presidente del Consiglio nazionale ad avanzare una preliminare puntualizzazione, seppure con toni lontani dalla polemica, è che tali disposizioni annunciate non devono rimanere relegate allo status di ‘buona novella’, ma debbano poi tradursi in fatti concreti. “Fino ad oggi – ha concluso Claudio Siciliotti - abbiamo assistito solo ad una lunga serie di annunci”.
Altri punti della bozza - In ogni caso, nella bozza sulla delega fiscale il governo non si sta interrogando solo sulla destinazione del gettito e su come mettere un freno all’evasione, ma ha intavolato altresì un discorso in merito all’ambiente. A ben vedere, sarebbe l’articolo 15 del testo a prevedere “misure fiscali a favore dell'ambiente”. A spiegare il concetto espresso in questa bozza, alla luce del quale sarà chiamato a pagare chi verrà colto in flagranza di “inquinamento”, è stato il ministro per l'Ambiente, Corrado Clini. “Anche questo - ha chiarito il capo del dicastero - rientra all'interno di uno schema europeo, è in corso in Parlamento europeo l'approvazione di due importanti direttive: una che riguarda l'efficienza energetica l'altra la fiscalità energetica all'interno di queste è previsto lo schema delle green taxes e fra questa anche la carbon tax. Sono misure finalizzate a spostare la tassazione dal lavoro al costo dell'ambiente e cioè di far pagare il costo ambientale da chi inquina. Questo corrisponde al principio che chi inquina paga”.