20 aprile 2012

Brutto colpo per le professioni regolamentate

Autore: Redazione Fiscal Focus

Marco Rigamonti: “Viene concesso il rilevante vantaggio ai soggetti non ordinistici di poter accedere al mercato del lavoro senza i necessari percorsi formativi ed abilitativi”. Così l’Aidc commenta l’approvazione del provvedimento da parte della Camera.

Il provvedimento - Come abbiamo visto anche da queste pagine, il 17 aprile è stato approvato alla Camera, in via preliminare, un provvedimento che consentirà ai professionisti non iscritti a ordini o collegi di riunirsi in associazioni private e volontaristiche al fine di tutelare il proprio lavoro, ma soprattutto gli utenti che vi si rivolgono. Tra le categorie non regolamentate che avranno la facoltà di costituire una siffatta associazione, che comunque non avrà valenza di rappresentanza, vi è anche quella dei consulenti fiscali. La disposizione, pur essendo ancora in seno alla discussione parlamentare poiché appena trasmessa al Senato, non ha mancato di far emergere un evidente malcontento tra sigle sindacali regolamentate, che sottolineano l’inesistenza di valide motivazioni alla base di tale decisione da parte dello Stato. Tra siffatti echi di critica si pone con evidenza la posizione contrariata dell’Aidc, l’Associazione italiana dottori commercialisti guidata da Marco Rigamonti.

Il parere Aidc - “Vi era più di una valida ragione per invocare il riconoscimento di esclusive tecniche per la professione di Dottore Commercialista, come abbiamo recentemente sostenuto, se il passaggio successivo alla recente sentenza della Cassazione doveva concretizzarsi nell’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge che va a regolamentare le varie attività di lavoro autonomo”. Con queste parole il presidente Rigamonti ha commentato l’esito della votazione in Aula in merito al via libera alle associazioni tra professionisti non regolamentati. “Ancora un brutto colpo per l'intero sistema delle libere professioni ordinistiche che, con il provvedimento in questione, subiscono il subdolo tentativo di sovrapposizione alle stesse – ha continuato il leader dell’Aidc - Così operando viene concesso il rilevante vantaggio ai soggetti non ordinistici di poter accedere al mercato del lavoro senza i necessari percorsi formativi ed abilitativi, pur invocati dal richiamato disegno di legge con il richiamo all’art. 2229 c.c. La norma va a creare ulteriore confusione tentando di legittimare, come professionisti, soggetti privi di qualsivoglia competenza e preparazione. Ci auguriamo ora che l’ulteriore passaggio parlamentare non si limiti ad apportare modifiche, ma che assuma coraggiosamente l’iniziativa di stralciare una norma inutile e pericolosa”.

I punti del provvedimento – Al fine di illustrare, in maniera generale, i punti della disposizione criticata dal presidente dell’Aidc, si forniscono alcuni dati. In sostanza, la Camera ha dato il proprio nulla osta alle associazioni di categorie non regolamentate. Queste associazioni, che devono essere volontaristiche e private, avranno il compito di produrre programmi di formazione permanente degli iscritti, applicare un sistema di regole deontologiche condiviso e vigilare sulle attività degli associati, tant’è che esse avranno anche la possibilità si sanzionare i professionisti che contravverranno al regolamento interno.Ora, a ogni iscritto verrà rilasciato un attestato che comunque non sarà indispensabile per lo svolgimento della professione. Infine, il compito di verificare che le disposizioni vengano correttamente applicate è affidato al Ministero per lo Sviluppo economico.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy