Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Tornare indietro - Maretta per quel che concerne le buste paga emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le retribuzioni così stabilite non convincono i Comuni, che hanno pertanto deciso di rivolgersi al dicastero per concordare un passo indietro. A segnalarlo è il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro. La categoria guidata da Marina Calderone ha infatti dichiarato che “i comuni interessati alle convenzioni sull’elaborazione delle retribuzioni imposte dal Mef chiedono di poter recedere dalle stesse, per tornare a ricercare sul mercato le soluzioni più convenienti e adatte alle proprie esigenze”.
I malfunzionamenti – “Continuano a giungere all'Anci segnalazioni su disguidi e malfunzionamenti che stanno comportando anche un considerevole aggravio dei costi, in aperto contrasto con gli obiettivi di risparmio della spending review - fa sapere la categoria dei consulenti del lavoro - A carico dell'amministrazione, infatti, aumentano le spese e questo non va nella direzione voluta dalla norma volta alla razionalizzazione e al contenimento degli stessi”. Il parere del Consiglio nazionale è che il Ministero dell’Economia e delle Finanze abbia imposto dei parametri qualità-prezzo senza tener conto della “delicatezza, non solo dell’elaborazione dei cedolini, ma della consulenza del lavoro a corollario, il valore dei dati contenuti e la necessità che siano elaborati da soggetti qualificati”.
La lettera dell’Anci - Il Consiglio nazionale dei consulenti trasmette quindi gli intenti che hanno condotto l’Anci, in rappresentanza di tutti i Comuni italiani, a rivolgersi direttamente al tesoro, chiedendo “un urgente incontro finalizzato a valutare le problematiche segnalate dagli enti che hanno aderito ai servizi stipendiali forniti dal Ministero. Tenuto anche conto della prossima scadenza del termine per la sottoscrizione delle convenzioni per l’erogazione del servizio a decorrere dal 2014, si ribadisce la necessità di un approfondimento sul tema volto a valutare le modalità ed i margini di risoluzione delle problematiche segnalate, rendendo, ove possibile, lo strumento della convenzione maggiormente flessibile in relazione alle specificità e caratteristiche delle singole amministrazioni. Questo al fine di dare piena e compiuta attuazione alle finalità di razionalizzazione dei costi sottese al dettato normativo e per consentire alle amministrazioni locali di usufruire, progressivamente, di servizi il più rispondenti possibili alle proprie specifiche esigenze”.