17 dicembre 2013

Caos fiscale: non applicabili le sanzioni

Il Coordinamento associazione sindacali Cndcec chiede al MEF la non applicabilità delle sanzioni per errori dovuti alle mancanze dell’AF.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La lettera e la denuncia - Se la rappresentanza della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili non interviene, devono farlo le forze sindacali, che ormai da qualche mese sono riunite in un Coordinamento unitario nel tentativo (peraltro riuscito) di tutelare i diritti degli iscritti e gli interessi della professione più volte calpestata. E per questa ragione che Vilma Iaria - Presidente ADC, Roberta Dell’Apa - Presidente AIDC, Marco Cuchel - Presidente ANC, Raffaele Marcello - Presidente UNAGRACO, Eleonora Di Vona - Presidente UNGDCEC, e Domenico Posca - Presidente UNICO, hanno scritto direttamente al ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, al fine di porre in evidenza le anomalie presenti nel sistema fiscale che stanno rendendo difficile la vita sia dei commercialisti che dei contribuenti, privi di regole chiare e tartassati, oltreché dagli importi elevati, anche dai tempi ristretti. Le associazioni che rappresentano i dottori commercialisti e degli esperti contabili hanno quindi inteso denunciare la situazione in cui versano i contribuenti e i professionisti che li assistono.

Acconti d’imposta 2013 -
I firmatari della missiva, inviata ieri al numero uno del dicastero economico, chiedono senza mezzi termini che l’attenzione del Ministero sia posta sulle problematiche di carattere pratico generate dalle più recenti disposizioni in materia di fisco. Nello specifico, le sigle sindacali puntano l’indice contro il “concreto rischio di una pioggia di sanzioni che potrebbero essere irrogate in futuro sui pagamenti degli acconti d’imposta per l’anno 2013, le cui ultime modifiche sono state disposte solo il 30 novembre, quando già molti contribuenti avevano provveduto ai versamenti”. È chiaro quindi che le associazioni di categoria non hanno alcuna intenzione di fare giri di parole, la situazione è grave e vi è la necessità che si ponga un rimedio tangibile prima che degeneri in uno scenario ben più oneroso. Gli adempimenti appaiono delicati già in condizioni normali, quando poi interviene un tempo lesinato e la fretta di portarli a compimento, le possibilità di imbattersi in degli errori risultano di gran lunga superiori. A ciò si aggiunge poi la continua incertezza dimostrata anche da chi è chiamato a scrivere le regole, che si riduce sempre a ridosso delle scadenze per introdurre modifiche magari anche sbagliando. Come abbiamo visto, con la testimonianza anche delle parole scritte al ministro dalle sigle sindacali, le modifiche introdotte dall’Amministrazione sono giunte quando già molti contribuenti avevano provveduto ad adempiere ai versamenti.

Il saldo Imu
– Altra ferita ancora aperta messa in luce dalle sigle del Coordinamento riguarda la pubblicazione delle delibere comunali per il calcolo delle aliquote relative al saldo IMU. In questo caso, le associazioni ricordano al ministro che “i Comuni, infatti, hanno avuto tempo fino al 30 novembre per deliberare eventuali aumenti di aliquote e fino al 9 dicembre per la conseguente pubblicazione sui siti istituzionali”. Ora, considerando che la deadline per il pagamento era posta proprio alla giornata di ieri, 16 dicembre, “il tempo a disposizione per avere contezza delle singole delibere comunali è stato assolutamente insufficiente (a maggior ragione in considerazione del fatto che molte delibere sono di difficile interpretazione) causando grandi difficoltà a cittadini e intermediari nell’espletamento dell’adempimento”.

La richiesta - Le associazioni riunite nel Coordinamento unitario non possono quindi più tacere sia per rispetto agli iscritti agli Ordini dell’intera Penisola sia in considerazione dei riguardi per i rispettivi clienti che, si ricorda, rappresentano quella platea di cittadini/contribuenti che con il pagamento delle tasse garantiscono ingenti entrate economiche alle casse erariali. Tenendo conto di una tale premessa e ricordando altresì che nello Statuto del Contribuente vi è la specifica richiesta di rispetto delle opportune distanze temporali tra l’emanazione di una norma e la rispettiva vigenza, il Coordinamento chiede “che sia adottato adeguato provvedimento atto a sancire la non applicabilità delle sanzioni per eventuali ritardi o errori nell’assolvimento degli adempimenti relativi alle summenzionate scadenze”. Sul punto, in conclusione, le associazioni sottolineano che lo Statuto del contribuente specifica anche che non possono prevedersi sanzioni qualora le inadempienze del contribuente siano state generate da mancanze attribuibili all’Amministrazione Finanziaria.

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