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Sono ottime le sorprese che la Legge di stabilità potrebbe riservarci in tema di imposte sulla casa: i tantissimi genitori che hanno concesso in uso gratuito la casa ai loro figli potrebbero infatti beneficiare di una completa esenzione da Imu e da Tasi.
Ad annunciare la possibile riforma è stata Federica Chiavaroli, una delle due relatrici della manovra al Senato, la quale ha tuttavia precisato che l’ipotesi non è ancora stata verificata sotto il profilo finanziario.
Le coperture, però, da una prima analisi, non dovrebbero mancare. I fondi potrebbero infatti arrivare dai 91 milioni di euro versati dai contribuenti proprietari di un’abitazione di pregio (ovvero di categoria A1, A8 e A9), i quali sono stati esclusi all’ultimo minuto dall’esenzione da Imu sulla prima casa.
Stop a Imu e Tasi
Certamente, se la proposta venisse accolta, sarebbe ampissima la platea dei soggetti interessati. Come rilevato dall’Istat, infatti, ben 2,48 milioni di famiglie, pari al 9,6% del totale, vivono in un’abitazione a titolo gratuito.
Ecco quindi che l’estensione dell’esclusione anche a tutti i soggetti che hanno concesso in comodato gratuito un immobile ad un parente di primo grado (che può essere un figlio, ma anche un genitore), ha estrema rilevanza.
Il rischio, però, è quello che un’effettiva tutela per i cittadini possa rivelarsi l’ennesimo strumento nelle mani dei soliti “furbetti”.
Moltissimi contribuenti aventi più di un’abitazione di proprietà potrebbero infatti decidere di stipulare fittizi contratti di comodato con i loro figli o genitori, limitandosi a registrarli presso l’Agenzia delle entrate con l’esclusivo fine di sfuggire alle imposte sulla casa.
Un’evenienza, questa, alla quale si può rispondere solo rafforzando i controlli, al fine di distinguere le ipotesi di comodato “genuino” da quelle di mera simulazione.
In ogni caso, è stato inoltre annunciato che la maggioranza sta valutando la possibilità di introdurre agevolazioni anche per coloro che hanno locato l’immobile a canone concordato.
Le altre riforme alle porte
I ritocchi al ddl di stabilità non si esauriscono nella possibile esclusione dell’Imu sulle case in comodato ai parenti di primo grado, ma si estendono anche ad altri importanti aspetti, tra i quali possiamo ricordare i seguenti:
I fondi a disposizione per le modifiche appena richiamate sono però veramente pochi. Si parla infatti di circa 300 milioni previsti dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.
Per gli interventi nel Mezzogiorno, invece, si dovrà attingere al Fondo di sviluppo e coesione, per cui l’entità delle riforme dipenderà dalle somme disponibili: è stato tuttavia già annunciato che sarà molto difficile un ingresso nella manovra di entrambi gli interventi.