23 aprile 2015

Casse e vendita patrimonio immobiliare

Forum Cnpr "Il comparto immobiliare negli investimenti delle Casse di previdenza"
Autore: Redazione Fiscal Focus

Vendita forzata immobili - Nel corso del forum "Il comparto immobiliare negli investimenti delle Casse di previdenza" promosso dalla Cassa Ragionieri a Roma, è intervenuto Lello Di Gioia, presidente della Commissione Parlamentare di controllo sull’attività degli enti previdenziali, esprimendosi in maniera forte sulla questione. Di Gioia giudica in maniera negativa “la vendita forzata dei beni immobili delle Casse previdenziali. Oggi il mercato non riprende: i dati che ci forniscono le associazioni di categoria sulle vendite del ‘mattone’ sono assolutamente negativi, quindi c'è la necessità, per quel riguarda la proprietà complessiva delle Casse, di tempi più lunghi. Lo abbiamo già comunicato al ministero dell'Economia e delle Finanze, e credo che ci ascolteranno, perché è giusto che non si svenda il patrimonio degli enti previdenziali professionali". Sul punto, Luigi Pagliuca, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, ha sottolineato il proprio auspicio affinché si attui “un percorso condiviso tra governo, enti previdenziali e mondo bancario per lo studio di soluzioni che facciano da sostegno all'accesso al credito agevolato riservato ai consumatori che aspirano all'acquisto della prima casa e, magari, ai professionisti che vorrebbero dotarsi di un ufficio di proprietà". Il numero uno dell’ente previdenziale ha quindi aggiunto che, qualora s’intenda vendere parte del patrimonio immobiliare delle Casse, bisognerà preventivamente effettuare un'attenta analisi del mercato e delle condizioni economico-finanziarie del contesto di riferimento. “I dati rilevabili in questo delicato momento storico fanno emergere una preoccupante debolezza del mercato e incertezze sulle previsioni di ripresa", ha concluso Pagliuca.

Prospettive – Sul punto si è altresì espresso Mauro Marè, presidente del Mefop (società partecipata dal Mef) e ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università della Tuscia, il quale ha sottolineato la disponibilità da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze di individuare “un'intesa che possa soddisfare sia l'ente controllore sia le Casse, quindi sui vincoli temporali dei 5 anni, ad esempio, sicuramente ci sarà maggiore predisposizione alla comprensione. L'obiettivo del Mefop è quello di introdurre regole e criteri di maggiore trasparenza per rendere più forti le Casse". A queste parole si aggiungono quelle di Dario Valentino, amministratore delegato di Investire Immobiliare Sgr, a parere del quale, "il provvedimento posto in consultazione giunge in un momento molto complicato per il settore immobiliare e potrebbe mettere ulteriore pressione sull'industria che ha sofferto di una profonda crisi di durata pluriennale". Mentre nella propria analisi, Luca Petrichella, direttore Fondi Fabrica Immobiliare Sgr, sottolinea che “con i nuovi limiti cinque Casse dovrebbero vendere una parte anche rilevante del portafoglio diretto; 14 Istituti dovrebbero scendere dal 100% al 25% delle quote detenute nei fondi riservati nati generalmente dopo gare pubbliche per ottimizzare la gestione del portafoglio immobiliare e 10 dovrebbero diversificare le SGR". E gli fa eco Alberto Segneghi, responsabile Pubblic Affairs di BNP Paribas Reim Sgr, evidenziando come ci siano "segnali di ripresa economica che però il mercato immobiliare segue con lentezza, anche a causa di un eccesso di offerta ‘concorrente’ rispetto alla domanda. È necessario quindi scongiurare dismissioni forzose allo scopo di mantenere i valori patrimoniali evitando forti sconti nel portafoglio; attuare preventivamente una valorizzazione del patrimonio, che sarà possibile solo grazie alla ripresa economica; governare le politiche di dismissione dei patrimoni residenziali in un contesto di tensione abitativa".

Conclusioni – Il compito di tirare le somme è stato quindi affidato a Elisabetta Polentini, consigliere nazionale sindacato Anc, che ha concluso sottolineando come oggi “circa il 90% degli immobili di proprietà delle Casse sia di natura residenziale: occorre tenere conto dei diritti di prelazione degli inquilini. Esiste dunque un aspetto sociale da non sottovalutare. In più, il mattone nelle casse previdenziali è considerato dagli iscritti, che sono 'opinione pubblica', quale sostenibilità futura della propria pensione".

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