17 gennaio 2013

Che fine hanno fatto le stp?

Le categorie tecniche scrivono al governo per far attuare il provvedimento.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’appello - Stp, ma che fine hanno fatto? A chiederselo sono migliaia di professionisti che avevano riposto in questa nuova formula societaria le speranze per nuovi progetti lavorativi, soprattutto tra le fila delle professioni tecniche. Invece di decreti attuativi neanche l’ombra. Pertanto, questi più di 650 mila professionisti hanno deciso, negli ultimi giorni, di inoltrare un appello al governo che ormai si avvia a chiudere la legislatura. “Il governo tenga fede all'impegno di rendere possibili le società tra professionisti, senza rimandare al prossimo esecutivo l'onere della loro regolamentazione. Ai professionisti italiani sono indispensabili, subito, strumenti che permettano l'aggregazione, l'interdisciplinarità, la sinergia per affrontare un mercato sempre più difficile e complesso: sarebbe una beffa che proprio questo governo, tanto impegnato a modernizzare la struttura del paese, limitasse l'impegno dei professionisti italiani a innovare il loro modo di operare”, queste sono le richieste dell’appello rivolto alla squadra di Monti o a chi, se in questo ultimo mese nulla dovesse muoversi, si insedierà dopo.

L’importanza del provvedimento
- Il parere dei professionisti, appartenenti soprattutto alle categorie d’ambito tecnico, è che il governo non possa accantonare un provvedimento tanto utile e proficuo come quello sulle stp, tanto più che il testo pare sia già pronto, mancherebbe solo la firma del ministro competente. Per i firmatari del suddetto appello, infatti, la riforma delle professioni, proprio attraverso siffatta disposizione, può concretamente avere “una reale, positiva incidenza sul lavoro, non solo perché li toglie da una condizione di inferiorità rispetto ai colleghi europei che da anni hanno la possibilità di costituire società professionali, ma anche perché è in linea con altri provvedimenti che il governo ha adottato per favorire i giovani e le nuove attività, come le start up e le ‘società a 1 euro’”. Il timore, per nulla celato, è che il provvedimento possa cadere nell’oblio degli archivi ministeriali, come in passato è accaduto per altre affini disposizioni governative.

Il sollecito –
Pertanto, presa di petto la situazione, architetti, chimici, ingegneri periti agrari e industriali, dottori agronomi e dottori forestali, tecnologi alimentari, sono scesi in campo per far sentire la propria voce e dare dimostrazione fattiva delle proprie aspettative. “Occorre invece che la regolamentazione sulle società tra professionisti venga deliberata dal governo con la massima urgenza e comunque prima delle prossime elezioni politiche generali”, concludono nell’appello.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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