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Essere giovani commercialisti in Campania, esserlo a Caserta, in un territorio martoriato richiede sforzi maggiori, ma offre anche possibilità notevoli di cambiamento. I commercialisti possono promuovere pratiche corrette alle imprese con cui lavorano. Ma per farlo, per diventare portatori sani di legalità ci vuole coraggio e determinazione. Ci vuole il sostegno della Categoria e dei vertici nazionali per operare in un tessuto economico di cui non si può ignorare la composizione.
Durante il Convegno Regionale, voluto dall’Unione giovani di Caserta preseduta da Genny Ciaramella, si è parlato proprio di questo aspetto. “Il dover vivere e lavorare in Terra di Lavoro ci pone dinanzi a situazioni e problematiche alle quali ci siamo forse troppo abituati. Talmente tanto abituati da non pensare che, invece, la diversità rappresenta la reale normalità di vita e di lavoro, in un territorio in cui vigono, e si rispettano precise regole di legalità”. Così nel suo intervento il presidente dell’Unione Giovani di Caserta, Genny Ciaramella.
“La trattazione dei rischi professionali dei giovani commercialisti nel territorio casertano – ha proseguito Ciaramella - diventa un qualcosa del quale quasi ce ne meravigliamo. Come se la trattazione di questo argomento fosse una “diminutio” per la figura ed il ruolo professionale del dottore commercialista”.
Lo scopo di questo convegno è stato anche quello di rendere noto il disagio in cui i neo professionisti operano. Perché si deve poter trovare un modo per essere commercialisti anche in terre come queste. In cui il tessuto economico si caratterizza per infiltrazioni malavitose non di rado difficili da manifestarsi e che per forza maggiore rendono il dottore commercialista, e di più, il giovane dottore commercialista, particolarmente esposto ai rischi che da queste stesse imprese legate al malaffare ne possono derivare.
“Non ci meravigliamo dunque se per caso, a nostra insaputa, ci trovassimo ad essere consulenti di imprese criminali. Tutta qui, ecco la paura di noi giovani commercialisti !!!!” Confessa, quasi provocatoriamente, Ciaramella.
D’altronde molto spesso si sente di criminalità organizzata che si “ripulisce” e non è detto che si sappiano o si possano riconoscere.
“Quando abbiamo immaginato la realizzazione di questo Convegno Regionale – spiega il presidente – abbiamo messo insieme, l’uno dietro l’altro, tutti i problemi delle giovani generazioni: quello previdenziale; delle iniquità intergenerazionali; delle difficoltà di poter reperire incarichi validi e formativi; dell’operare in un tale contesto economico. Come giovani attori e protagonisti dell’economia e dello sviluppo di un territorio – prosegue – cerchiamo anche di far comprendere che il nostro futuro è più povero di quello dei nostri genitori anche a causa di un tessuto socio-economico del quale rischiamo di essere vittime. In esso la nostra figura rischia di essere spesso confusa con il fautore ed il sostenitore o, anche peggio, il promotore di attività criminose!”
I giovani commercialisti hanno bisogno di una nuova normalità. Emerge chiaramente dal dibattito. Non più vittime ma protagonisti. “Non testimoni – commenta Ciaramella – ma coraggiosi e risoluti maestri.
Troppo spesso il dottore commercialista viene qualificato alla stregua di un alfiere dell’evasore, dell’ingegnoso ideatore di subdoli sistemi per risparmiare oltre il dovuto. Queste considerazioni sono figlie di una visione arcaica che non è mai esistita nella realtà.
I Giovani Commercialisti, riuniti a Caserta, chiedono l’aiuto di chi è venuto prima, dei meno giovani e di chi ha vissuto differenti esperienze, per poter conoscere la strada giusta da percorrere.