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L'A.N.Do.C. – L’Associazione Nazionale Dottori Commercialisti - ha preso atto con estremo favore della decisione di Gerardo Longobardi di fare un passo indietro e ritirare la propria candidatura alla carica di Presidente del nostro Consiglio Nazionale, allo scopo di riportare serenità in una competizione elettorale che era diventata esasperata e del tutto intollerabile per l'intera platea dei commercialisti.
Ciò quanto testualmente riportato nel comunicato giunto in redazione, pur se tuttavia, occorre precisare che la suddetta dichiarazione, in realtà, risale a qualche settimana addietro, (prima che quindi intervenisse il Ministero della Giustizia con la definitiva decisione di imporre il Commissariamento al Consiglio Nazionale).
Del resto, il senso di quella lettera era proprio quello di evitare che si giungesse al suddetto provvedimento, cosa che purtroppo è avvenuta.
Sappiamo tutti che a tale lettera ne seguì immediatamente una da parte della lista Siciliotti/Marcello, in cui si manifestava invece la volontà opposta, e quindi nessun passo indietro.
Ora risulta evidente che per sapere ciò che accadrà nei prossimi mesi, sarà necessario che le acque si quietino e si ristabilisca una sorta di unitario equilibrio all’interno della categoria. Intanto comunque vi è chi, prendendo atto proprio da quelle dichiarazioni di Longobardi, fa il punto su possibili scenari.
Riportare la serenità – La serenità deve tornare ad essere di casa nella categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Questa in sintesi è l’opinione dell’ANDoC presieduta da Federico de Stasio. Le scorse competizioni elettorali hanno infatti generato scompiglio tra gli iscritti nei vari Ordini territoriali e questo disordine ha sostanzialmente contribuito al deragliamento dell’intera categoria. Ciò detto, secondo la sigla sindacale, sarebbe compito dei candidati ripristinare quella tranquillità perduta. Gli stessi infatti dovrebbero prendere atto dell’opportunità di farsi da parte al fine di consentire una ripresa serena dei lavori, soprattutto in un momento come questo nel quale la categoria risulta commissariata. S’è visto che Gerardo Longobardi, ex presidente dell’Ordine capitolino, nonché contendente di Siciliotti alla presidenza nazionale, in tempi non sospetti aveva già palesato l’intenzione di indietreggiare per consentire un assestamento. “La posizione di Longobardi, però, non può e non deve restare isolata, perché si rischierebbe di vedere vanificato il suo lodevole sforzo: per tale ragione ANDoC chiede a Claudio Siciliotti di effettuare, immediatamente, anche il suo passo indietro”.
Le prossime elezioni – Gli auspici che la sigla di categoria guidata da de Stasio ha tracciato coincidono con la volontà della maggioranza degli iscritti, essi infatti tendono alla riconquista dei principi di lealtà e rispetto reciproco che dovrebbero caratterizzare qualsiasi tipo di confronto, tanto più se si tratta di un confronto di natura professionale e amministrativa. “Lo esigono tutti i commercialisti italiani, stanchi, disorientati e, soprattutto, depressi per quanto è accaduto”, sottolinea l’ANDoC.
Le richieste dell’associazione – Per concludere, raccogliendo le aspettative degli iscritti, la sigla sindacale ha considerato necessario inoltrare un particolare richiesta, nello specifico recapitata ai candidati presidente e vicepresidente dell’Ordine di Roma, Riccardo Losi e Gerardo Valentini. La proposta che l’ANDoC ha avanzato chiede ai futuri leader di “profondere, in caso di vittoria, il loro massimo impegno affinché, per il governo nazionale della categoria, si pervenga ad una lista unitaria presieduta da un collega che non abbia fatto parte di alcuna delle due liste fino ad oggi in competizione, così da assicurare un carattere di assoluta terzietà necessario per ricoagulare i commercialisti intorno al Consiglio Nazionale e restituire loro la prestigiosa immagine alla quale hanno diritto”.