13 gennaio 2015

CNDCEC. Fare chiarezza definitiva su Imu montana

Mandolesi: “Evitare rischio ennesimo tour de force per contribuenti e professionisti"
Autore: Uffico Stampa Cndcec

Dare una sistemazione definitiva alla disciplina dell’IMU relativa ai terreni agricoli montani e collinari, ridefinendo al più presto i criteri di esenzione dal tributo per scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale che danneggerebbe cittadini e professionisti. È la richiesta avanzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti.

“Risultando ormai prossima la scadenza (già una volta prorogata) di pagamento dell’IMU relativa ai terreni agricoli montani e collinari – afferma Il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi - segnaliamo che non è stata ancora data definitiva sistemazione alla disciplina in materia, con la fissazione dei nuovi criteri di esenzione. Ricordiamo che la scadenza di pagamento, inizialmente fissata per il 16 dicembre 2014, è poi slittata al 26 gennaio 2015, per effetto del D.L. 185/2014, pubblicato in G.U. solo il giorno della scadenza originaria. La proroga è stata poi trasfusa nel comma 692 della L. 22 dicembre 2014, n.190 (Legge di stabilità 2015), confermandosi in tal modo la scadenza del prossimo 26 gennaio. A rendere ulteriormente incerta la questione è intervenuta la Sezione seconda del TAR del Lazio che con decreto cautelare ha sospeso il decreto interministeriale che ha stabilito i nuovi criteri di esenzione dall'IMU per i terreni agricoli montani, fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 21 gennaio 2015”.

In particolare, sottolineano i commercialisti, nel provvedimento del Tar si legge che il provvedimento impugnato “determina eccezionale e grave pregiudizio per l’assoluta incertezza dei criteri applicativi, con particolare riguardo a quello dell’altitudine del centro del Comune e per l’irragionevolezza dell’imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del bene”. È inoltre di questi giorni la notizia che sarebbe allo studio un nuovo decreto legge che, al fine di rimuovere tali profili di irragionevolezza, ridefinisca detti criteri, lasciando tuttavia immutata la scadenza di pagamento al 26 gennaio.

“Se tali indiscrezioni venissero confermate - conclude Mandolesi - la nuova disciplina, avendo effetti retroattivi, andrebbe ancora una volta a violare lo Statuto del contribuente; rimarrebbe ferma la scadenza di versamento al 26 gennaio 2015 e i contribuenti e professionisti avrebbero ancora una volta pochi giorni per verificare la spettanza dell’esenzione sulla base dei nuovi criteri e per il calcolo dell’eventuale imposta dovuta. Al fine di scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale, ritenendo opportuno attendere la decisione definitiva del TAR del Lazio, i commercialisti chiedono che vengano al più presto ridefiniti i criteri di esenzione e che, comunque, si lasci a disposizione dei contribuenti un congruo termine per il corretto e tempestivo versamento del tributo”.

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