26 aprile 2013

Cndcec: nuovo Commissario ennesima sconfitta

Nominato Laurini. Riconosciute le sue capacità, ma le richieste della ‘base’ sono rimaste inascoltate.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il nuovo Commissario straordinario - Un passo avanti che ha il sapore dell’ennesima sconfitta, quello compiuto mercoledì dal Ministero della Giustizia nei confronti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. La categoria, rimasta orfana di una squadra governativa e abbandonata persino dal Commissario straordinario, ha potuto accogliere l’anticipazione diffusa tra gli organi competenti dal Guardasigilli Severino che, probabilmente in uno dei suoi ultimi atti da capo del dicastero, ha nominato un nuovo Commissario straordinario nella persona di Giancarlo Laurini, che nel passato ha già rivestito la carica di presidente del Consiglio nazionale del notariato.

Storia di un Commissariamento - Ricordiamo che l’undici dicembre dello scorso anno, in seguito agli incerti esiti delle competizioni elettorali svoltesi il 15 ottobre, veniva sciolto per ordine di un decreto ministeriale il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’allora presidente in carica, nonché candidato alle elezioni, Claudio Siciliotti, era così destituito e al suo posto il Guardasigilli inseriva il Commissario straordinario Giampaolo Leccisi, che avrebbe dovuto traghettare la categoria fino al nuovo appuntamento elettorale fissato per il 20 febbraio dell’anno in corso. Un suddetto appuntamento non si è però mai svolto, in quanto è stata disposta una sospensione delle operazioni di voto proprio a ridosso della data indicata, ciò in attesa del giudizio di merito che non arriverà prima del 19 giugno prossimo. Intanto il Commissario straordinario nominato a dicembre non poteva certo immaginare che la sua carica sarebbe dovuta durare a oltranza, perché non v’è ancora nulla di chiaro in merito alle prossime consultazioni elettorali, pertanto un ‘missione’ che avrebbe dovuto concludersi il 20 febbraio, si è protratta a data da destinarsi. Tali ragioni hanno presumibilmente influenzato le dimissioni per motivi di salute avanzate il 27 marzo dallo stesso Commissario Leccisi. A meno di un mese dal quel ‘passo indietro’, il Guardasigilli ha parzialmente accolto le richieste degli iscritti all’Albo nominando un Commissario appartenente al comparto professionale.

Le aspettative frustrate della ‘base’
- Perché s’è detto che le istanze degli iscritti sono state ‘parzialmente’ accolte? Ebbene, si consideri che solo una settimana fa si erano levate voci autorevoli dall’interno della categoria che chiedevano al ministro Severino di sostituire in breve tempo il posto lasciato vacante da Leccisi, dando “l’incarico di provvedere, fino all’insediamento del nuovo Consiglio Nazionale, all’ordinaria amministrazione e al disbrigo delle pratiche urgenti” a un professionista che dimostrasse di avere requisiti e capacità adeguate al compito. Su questo punto il Guardasigilli ha rispettato la volontà degli iscritti, in quanto la nomina cade a pennello su una personalità i cui meriti alla guida del notariato sono da tutti rispettati e riconosciuti. Lo stesso Ministero ha assicurato che Laurini “possiede, per svolgere le funzioni di Commissario straordinario, i necessari requisiti di autonomia e di indipendenza, oltre che di esperienza nel settore delle professioni riconosciute”. La scelta appare però mutilata se si tiene conto della seconda fondamentale richiesta, ossia che l’appartenenza non fosse ‘genericamente’ professionale, bensì che si trattasse di un’appartenenza specifica alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Su questo punto è chiaro che le aspettative degli iscritti all’Albo sono state frustrate e in un certo senso tradite, come se nessuna personalità di spicco della categoria fosse ritenuta in grado di assumersi l’incarico di guida. È quindi chiaro che, malgrado l’apprezzamento alle capacità professionali e personali del nuovo Commissario straordinario, nella categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili vi sia una certa insoddisfazione per le scelte ancora una volta ‘indifferenti’ compiute dal Ministero.

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