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La nuova scommessa - La Cassa previdenziale dei ragionieri ci riprova. Se 100 milioni di Btp acquistati non erano pochi, l’aggiunta dell’ulteriore acquisto di altri 50 milioni in questi ultimi giorni non ha fatto altro che porre a pieno titolo l’ente previdenziale nel cerchia di quelle casse di categoria che molto stanno investendo ai fini del risollevamento finanziario del nostro Paese. E’ certamente auspicabile un rinnovo delle sorti dell’Italia con l’avvento dell’Esecutivo Monti, ma la Cassa ragionieri è una di quelle istituzioni convinte di dover esser concretamente presenti nei momenti cruciali per poter dare un apporto, sempre in linea con le proprie possibilità. E’ proprio in questo percorso costituito da principi di cooperazione e da voglia di esser presenti che la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, guidata da Paolo Saltarelli, ha optato per una seconda tranche di acquisti pari, come si è visto, a 50 milioni di euro. In seguito all’operazione del 10 novembre, l’ente di previdenza ha preferito, dunque, non demordere nei propri intenti di scommessa sul nostro Paese, decidendo per una seconda spesa in titoli di Stato italiani. “Continuiamo a credere nel Paese – è stata la spiegazione del leader della Cassa nazionale di previdenza - e siamo convinti che l’opera intrapresa dal nuovo Governo avrà successo. Rispondiamo anche noi, con i fatti, alla richiesta di impegno nazionale del Presidente Mario Monti”.
Gli altri enti e la gestione privata - In ogni caso, l’atto portato avanti dall’istituto previdenziale dei ragionieri non è ultimo nel processo di interessamento alle sorti finanziarie italiane che ha indotto molti altri enti previdenziali di categoria a compiere le medesime scelte. A ben vedere, nelle scorse settimane l’ammontare complessivo dei titoli di Stato acquistati dalle Casse di previdenza dei diversi ordini professionali raggiungeva un totale pari a 3,6 miliardi di euro. Per nulla spiccioli, si direbbe. Si tratta, infatti, di bond interamente gestiti da questi istituti, ma vi sono anche altre cifre di difficile rilevamento che gli enti previdenziali di categoria hanno affidato in gestione ad altri soggetti (Sgr). In quest’ultimo caso, si è al cospetto di Casse di previdenza professionale che apparentemente non hanno preso su di sé l’onere dell’acquisto di titoli statali, ma che nella realtà ne hanno dirottato l’acquisizione su società specializzate d’investimento. Anche i ragionieri, che come si è visto dal 10 novembre hanno predisposto l’acquisto di ben 150 milioni di euro in bond, al primo ottobre avevano lasciato in gestione a New Millenium Previra World Conservative 123 milioni di euro in titoli governativi. Cos’è New Millenium Previra World Conservative? Ebbene, si tratta di una Sicav il cui piano di gestione è in mano alla Banca Finnat e si avvale dell’appoggio promozionale di Previra Invest Sim. Fra l’altro, tra la Previra Invest Sim, e la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri vi è un rapporto molto stretto, in quanto l’ente previdenziale detiene l’80% della suddetta società d’intermediazione mobiliare. Dunque, entrando nel merito, si evince che sia in maniera palese, sia per altre vie, l’istituto di previdenza dei ragionieri non è venuto meno al fronteggiare con i propri mezzi le necessità del Paese.
L’obiettivo – Il fine da raggiungere con queste attività volte all’acquisto dei titoli statali è condiviso tra i diversi enti previdenziali, e si concentra nel desiderio di partecipare nella costruzione di un più saldo sistema finanziario italiano. Pertanto, in riferimento all’ultimo atto compiuto dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, può ben dirsi che si è aggiunto un tassello in quell’azione congiunta che tutti gli enti nazionale di previdenza professionale stanno promuovendo.