18 ottobre 2012

Cnpr: si paga il contributo di solidarietà

In attesa di ulteriori risvolti, le pensioni già erogate quest’anno dovranno versare il contributo all’1%.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’incontro col ministro - Lo scorso lunedì, in seguito alla mancata approvazione da parte dei delegati della Cassa della riforma, il presidente Paolo Saltarelli si è recato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali al fine di intavolare col capo del dicastero, Elsa Fornero, un dialogo dal quale potesse venir fuori una strategia risolutiva. La morale di questa intricata storia è che a farne le spese saranno, come già si poteva immaginare, gli iscritti, sia quelli attivi che quelli già in pensione.

La mancata riforma - Ricordiamo che la riforma è finita a gambe all’aria perché, dopo l’approvazione del Cda che è stata repentina al fine di poter arrivare puntuali all’appuntamento del 30 settembre, il testo per la sostenibilità a cinquant’anni ha ricevuto una vera e propria batosta dai delegati, che non hanno fatto raggiungere il numero legale nell’assemblea del 25 settembre. Ora, la conseguenza che avrebbero dovuto subire gli entri privati di previdenza che non si fossero messi in regola entro il 30 settembre risultava essere il passaggio coatto al metodo contributivo e l’adozione del contributo di solidarietà all’1% sulle spalle dei pensionati per quest’anno e per il prossimo. Tuttavia la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri aveva già il contributivo dal 2004, quindi l’unica conseguenza è stata quella relativa al contributo di solidarietà.

Chi paga e pagherà – In sostanza, il contributo di solidarietà all’1% per il 2012 e per il 2013 in carico ai pensionati iscritti all’ente di previdenza significa che i ragionieri dovranno ancora pagare. Dunque, l’onere del versamento è già scattato a ottobre per i pensionati, che dovranno altresì calcolare il recupero delle quote inerenti al periodo da gennaio a settembre dell’anno in corso. Inoltre per quel che concerne i ragionieri che risultano ancora attivi, sta iniziando a farsi strada il dubbio che, vista la mancata risposta dei delegati, possa essere un qualche istituto governativo a disporre una nuova riforma del sistema previdenziale o addirittura sostituirsi agli organi dirigenziali della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri.

La Cassa – Intanto l’ente di previdenza, per mezzo del proprio presidente, Paolo Saltarelli, ha chiarito che vi è piena disponibilità nell’allestire un tavolo tecnico di confronto, tant’è che è stata messa a disposizione una casella di posta elettronica specifica. L’obiettivo del leader dell’istituto è quello di schivare il colpo, vale a dire l’inquietante possibilità che “qualora le esigenze di riequilibrio non vengano affrontate, dopo aver sentito l'ente interessato e la valutazione del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, possono essere adottate le misure di cui all'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509”. In altri termini, si sta tentando di allontanare lo spettro del commissariamento della gestione previdenziale.

Il parere dei delegati dissidenti – “Terrorismo psicologico”, così i delegati dissidenti definiscono il resoconto dell’incontro col ministro illustrato da Paolo Saltarelli. Dal canto suo, la Fornero ha proposto un’ulteriore assemblea nella quale presentare un nuovo testo, fermi restando i punti chiave quali l’aumento dei contributi e dell’età pensionabile. Al momento si attendono ulteriori risvolti.

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