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L’orgoglio dei commercialisti - I commercialisti non ci stanno a vedersi calpestati i diritti e l’identità. Pertanto, in assenza di una governance in grado di prendere in mano le redini della situazione promuovendo politiche di tutela e di rilancio, ci pensano le associazioni di categoria e gli Ordini locali a proteggere gli iscritti servendosi, quando è il caso, di manifestazioni forti e dense di orgoglio. Ne è prova l’iniziativa promossa e condotta dall’Ordine degli esperti contabili e dei dottori commercialisti di Viterbo in collaborazione con l’Unagraco della città laziale.
La manifestazione – In cosa consiste, dunque, la citata manifestazione? A spiegarlo è lo stesso Ordine viterbese con un’eloquente immagine del manifesto affisso nella città e corredato dai nomi di tutti gli iscritti all'Ordine. L’Ordine ha intenzione di intervenire anche con “inserzioni sui quotidiani locali, con le quali invitiamo i cittadini a diffidare dai falsi e dalle imitazioni e a rivolgersi ai 433 professionisti al servizio del territorio della Tuscia”.
Il problema culturale - Per svolgere questa professione bisogna essere abilitati, non si può pensare che chiunque sappia fare due conti possa vantarsi del titolo di dottore commercialista o di ragioniere commercialista, tale è il fulcro della manifestazione di Viterbo. "Purtroppo nella mentalità collettiva il commercialista è chiunque tiene la contabilità, e i contribuenti non vanno ad informarsi se una determinata persona è iscritta o meno all'Albo. È un problema di cultura, il contribuente deve sapere se si rivolge a qualcuno che esercita la professione senza riconoscimento", ha affermato Marco Tortolini, vicepresidente dell'Unagraco (Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili) di Viterbo e consigliere dell'Ordine locale presieduto da Marco Santoni.