16 aprile 2015

Commercialisti. Durc, questo sconosciuto

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il punto - Vito Jacono, consigliere nazionale del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili delegato per l’area Commercialista del lavoro, ha fatto il punto sulla questione relativa al DURC, sottolineando la possibilità che sia “sfuggito all’attenzione del Governo il principale obiettivo che si era prefissato già con il decreto Poletti e cioè la semplificazione per la verifica della regolarità contributiva in sostituzione del DURC”.

Origini e attese
– In principio il DURC era stato introdotto nel nostro ordinamento dal decreto ministeriale del 24 ottobre 2007, provvedimento attuativo dell’art. 1 co. 1176 della L. 296/2006. Nello specifico, con quest’ultima legge si demandava a un successivo decreto ministeriale la definizione delle modalità di rilascio e dei contenuti analitici del DURC. Il documento avrebbe in ogni caso dovuto rispettare l’esigenza di uniformità disciplinare e presentarsi alla stregua di certificazione unica, vale a dire che fosse valida per tutte le tipologie di richieste. Purtroppo però, a oggi, siamo ancora in attesa di questo decreto ministeriale, “mentre si rende assolutamente necessario un sistema che, con una semplice richiesta online di dati messi in collegamento tra tutti gli Enti interessati e in tempo reale, produca un’informazione utile alla sostituzione del DURC, conservando per tutti i lavori la validità di 120 giorni dalla data di acquisizione”, ha continuato Jacono.

Ulteriori criticità – Altra questione che ha fatto sorgere ulteriori criticità in seno alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili riguardano la riduzione della validità del DURC da 120 a 90 giorni per il settore dell’edilizia privata, a partire dal 1° gennaio 2015, annunciata dal messaggio n. 1894 dell’Inps dello scorso 16 marzo. “Mentre continua la corsa all’approvazione di decreti e norme che, tra interventi strutturali e/o sperimentali, dovrebbero dare al mondo del lavoro una nuova veste con l’obiettivo primario di creare nuova occupazione, della certificazione unica resta solo l’acronimo DURC. La vera rivoluzione del mondo del lavoro, invece, doveva partire proprio da qui, semplificando tutti quei sistemi burocratici che non agevolano la legalità. Solo l'applicazione di regole certe, semplici e trasparenti può dare sicuramente una maggiore spinta alla ripresa dell’economia e garantire ai professionisti di tornare ad occuparsi di attività professionale e non del DURC”.

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