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Il convegno - Diversi sono stati gli spunti di riflessione venuti a galla nel corso del forum "Crisi ed insolvenza delle società pubbliche e responsabilità degli organi societari", organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. Hanno infatti preso la parola importanti personalità del settore finanziario, sia dal punto di vista istituzionale che per quel che concerne il contesto professionale. Il tema affrontato è stato infatti ricco di possibilità argomentative utili ai commercialisti e agli approcci che gli stessi hanno sul campo operativo. Lo stesso presidente dell’Ordine partenopeo Vincenzo Moretta ha sottolineato che si è trattato di una tematica di grande attualità, “che coinvolge realtà molto importanti anche nella nostra città. È opportuna una gestione attenta e oculata di queste società e i commercialisti possono fornire un supporto indispensabile".
La Corte dei Conti – Un intervento di rilevante importanza è stato quello del sostituto procuratore della Corte dei Conti, Marco Catalano, che si è soffermato sulla questione delle società partecipate in Campania. Catalano ha sottolineato che la magistratura contabile ha acceso i riflettori sui problemi di queste società fallite oppure in procinto di fallire. Il parere è che situazioni del genere siano dovute in generale dalla crisi economica globale, alla quale fin dall’inizio non è stata data la debita attenzione. Non avendo saputo valutare i chiari campanelli dall’arme, la situazione è poi degenerata. "I commercialisti sono fondamentali in questo senso perché sono i secondi guardiani degli enti locali. Le leggi ci sono, bisognerebbe consentire che si sedimentino per un giusto periodo di tempo per verificarne l'efficacia e non cambiarle anche in corso di conversione di decreti legge", ha spiegato Catalano.
L’intervento del Comune – Al convegno hanno preso parte, tra i rappresentanti delle istituzioni, anche quelli del Comune, nella persona dell’assessore al Bilancio di Napoli, Salvatore Palma. Quest’ultimo si è dichiarato convinto che sia opportuno procedere a una razionalizzazione delle società partecipate, che su tutto il territorio nazionale sono all’incirca ottomila. Per quel che concerne la città del Vesuvio, Palma ha chiarito che “il Comune si è attivato da tempo, entro fine anno passeremo da 21 a 8 società. Per quanto concerne BagnoliFutura, ci siamo impegnati per salvaguardare il personale dipendente: la delibera di indirizzo sulla mobilità delle partecipate è pronta e credo che la porteremo la settimana prossima in giunta comunale".
I commercialisti – Sul fronte professionale, l’Ordine di Napoli si è avvalso degli interventi del proprio vicepresidente, Maurizio Corciulo, e del consigliere Arcangelo Sessa. Il numero due dell’Ordine ha chiarito come sia importante distinguere tra le società in house e quelle a partecipazione mista, “nel primo caso è difficile dire che di tratta di società dichiarabili fallibili; nel secondo invece c'è un'attività commerciale e quindi ci possono essere anche utili". Sessa, dal canto suo, ha evidenziato che un altro aspetto altrettanto rilevante concerne “la responsabilità dolosa in capo ai rappresentanti delle società e capire chi va a coinvolgere in caso di default, e se questa riguarda anche il rappresentante dell'ente pubblico o anche il professionista che è stato nominato". Il ruolo dei commercialisti in relazione al tema trattato è stato analizzato anche da Vittorio Marone, presidente della Commissione Tribunale delle Imprese dell'Odcec napoletano, secondo il quale, "il collegio sindacale si trova a dover fronteggiare responsabilità di natura civilistica, penale e contabile stretto da una parte dalla giurisdizione del Tribunale delle Imprese e dall'altra parte dalla Corte dei Conti".
Le associazioni civili – All’incontro ha preso parte altresì l’associazione Impegno Civile, che con il proprio presidente Achille Coppola ha sottolineato come "in passato le società pubbliche siano state usate in tutta Italia in maniera distorta: questo porta ad affrontare complicazioni e conflitti di giurisdizione tra magistrature. Occorrono interventi di semplificazione normativa".