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Riceviamo e pubblichiamo.
Roma, 6 novembre 2015 - Il presidente dei commercialisti italiani, Gerardo Longobardi, esprime “la sorpresa e lo sdegno” della categoria per la puntata della webserie di Repubblica.it “Non c’è problema” che ha come protagonista un’attrice che interpreta il ruolo di una commercialista. La puntata, intitolata “Così Luca perse la verginità…fiscale”, è pubblicata sulla home page del quotidiano ed è corredata da una gallery fotografica intitolata “Commercialista tentatrice”.
Longobardi afferma di non poter “nascondere lo stupore e lo sconcerto per la rappresentazione squallida, sessista e volgare fornita dalla protagonista dell’episodio nell’interpretazione di una commercialista i cui modi e comportamenti rappresentano una vera e propria offesa alle tante colleghe che, in numero sempre crescente e con affidabilità, passione e competenza, svolgono la nostra professione”.
“I commercialisti italiani – prosegue Longobardi - sono quasi centoventimila. Di questi, oltre il trenta per cento è composto da donne, che, come l’intera categoria, sono quotidianamente impegnate al fianco delle Istituzioni, delle imprese, dei cittadini del nostro Paese. L’offesa gratuita contenuta nel video si aggiunge poi al cliché stantio, anch’esso utilizzato nella puntata, dei commercialisti complici degli evasori. Un cliché che non fa evidentemente i conti con la nostra interlocuzione, responsabile e costruttiva, con l’Amministrazione finanziaria per un fisco più giusto e più trasparente”.
“Un’offesa che – secondo il presidente dei commercialisti - getta discredito sull’universo dei commercialisti italiani che proprio in questi anni di crisi economica ha dimostrato, grazie alle sue molteplici e diversificate competenze, di svolgere un ruolo insostituibile per la complessiva tenuta del tessuto imprenditoriale”. “Al nostro rammarico per una rappresentazione così distorta della funzione sociale dei commercialisti – conclude Longobardi - si aggiunge quello delle tantissime colleghe e dei tantissimi colleghi che da tutta Italia stanno in queste ore contattando il Consiglio nazionale per manifestare rabbia e incredulità”.