2 febbraio 2012

Commissioni tributarie: si lavora per le graduatorie

Il C.p.g.t. è a lavoro per verificare le domande presentate dai molti candidati che aspirano a ricoprire l’incarico di Giudice tributario
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il concorso. Nell’ambito di un più ampio progetto di riordino della giustizia tributaria, il legislatore di luglio, con l’art. 39, del D.L. 98/2011, ha previsto l’indizione di un concorso per 960 posti da ricoprire presso le Commissioni tributarie, riservato, però, ai soli magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, in servizio o a riposo, e agli avvocati e procuratori dello Stato in servizio o a riposo, che non prestino già servizio presso le commissioni tributarie.

La scelta del legislatore. Il concorso, negli intenti della legge, dovrebbe garantire la “terzietà ed imparzialità” dei giudici che svolgono il loro incarico all'interno delle commissioni tributarie, attraverso l'introduzione di componenti selezionati tra i magistrati di carriera. Tutto ciò, evidentemente, a svantaggio dei numerosi professionisti (dottori commercialisti, avvocati, agronomi, ragionieri e consulenti del lavoro, tanto per citarne alcuni) che, fino ad ora, hanno, il più delle volte, svolto egregiamente l’incarico di giudici onorari, nell’ambito delle Commissioni tributarie.

I candidati. Ebbene, a distanza di poco più di sei mesi, sono circa 1.600 i candidati che risultano in possesso dei requisiti richiesti dalla legge per partecipare al concorso da giudice tributario da 960 posti previsto dalla Manovra d’estate.

Il vaglio delle domande. Attualmente, quindi, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (di seguito solo C.p.g.t.) è impegnato nella verifica delle domande. E, tanto, allo scopo di redigere le graduatorie che definiranno i vincitori e i soprannumerari, intendendosi per tali, coloro i quali entreranno in attesa che si liberino nuovi posti (per esempio, a causa di pensionamenti ed eventuali decadenze o rinunce alla carica).

Il numero dei candidati. In particolare, il Presidente Daniela Gobbi ha chiarito che sono pervenute 2.395 domande, anche se non tutte sono state presentate da magistrati di carriera. Il Consiglio di presidenza sta, pertanto, ultimando il controllo di ammissibilità, ed avviandosi, al contempo, a predisporre le graduatorie. “Ad un primo, sommario, esame - fa sapere il Presidente - parrebbe che le domande ammissibili siano circa il 70%, delle quali l'80% presentate da magistrati ordinari, il 10% da magistrati amministrativi, l'8% da magistrati contabili e il 2% da magistrati militari”.

Termine ordinatorio. A ben vedere, l'ingresso nelle commissioni dei nuovi giudici togati sarebbe dovuto avvenire a partire dal 1° gennaio 2012. Tuttavia, tale termine previsto dalla legge è stato considerato non perentorio, in ragione dell’ingente mole di lavoro necessario per gestire il concorso. A tal proposito, sempre la Gobbi, ha affermato che “si sta lavorando per velocizzare al massimo le procedure”, fermo restando che stilare più di una graduatoria richiede dei tempi tecnici inevitabili. “Normalmente i concorsi – ha spiegato il Presidente - richiedono diversi mesi, se non addirittura anni. In ogni caso, essendo intervenuta il 14 novembre la norma che ha modificato le procedure del bando, le operazioni sono diventate ancora più complesse. Per poter distribuire i concorrenti nelle 64 sedi a concorso non è sufficiente individuare i 960 vincitori, ma occorre anche determinare quelli che risultino idonei in soprannumero e stilare una graduatoria anche di questi nella sede scelta per prima; le graduatorie da predisporre, pertanto, risultano aumentate in maniera esponenziale allungando i tempi di espletamento. Ogni candidato ha potuto effettuare tre scelte di sede e per ogni sede va individuato se egli è vincitore o solo idoneo. I circa 1700 ammessi possono, dunque, arrivare a generare un volume di circa 10.200 valutazioni tra loro incrociate”. A questo punto, non resta che attendere.

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