11 novembre 2013

Conferimento immobili: Cnpr ha ragione

La procedura di vendita degli immobili è corretta perché l’ente è persona giuridica di diritto privato. Respinto il ricorso degli inquilini.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La Cassa ha ragione - Una buona notizia è giunta lo scorso venerdì per quel che concerne la vicenda relativa alla procedura di vendita degli immobili della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. Il presidente dell’istituto di previdenza, Paolo Saltarelli, ha annunciato che i giudici hanno affermato il corretto operato condotto dalla cassa nella suddetta procedura che ha visto come soggetti attivi il fondo ‘Scoiattolo’ e il gruppo BNP. "Il Tribunale di Roma ha dato ragione alla Cassa Ragionieri, respingendo il ricorso cautelare proposto da alcuni inquilini di un complesso immobiliare sito a Roma”, ha dichiarato Saltarelli. Con la sentenza è stato respinto il ricorso presentato dagli inquilini del complesso di via Tizzani, nella Capitale. Il suddetto edificio, del quale la Cassa dei ragionieri era proprietaria, tra il dicembre 2011 e il mese di maggio 2012 è stato conferito al Fondo immobiliare chiuso ‘Scoiattolo’; la Società di Gestione del Fondo, la BNP Paribas, ha poi posto in vendita l’immobile. "La decisione tutela gli iscritti alla Cassa. Inoltre, il Tribunale ha ricordato che la Cassa Ragionieri ha modificato il proprio stato giuridico da ente pubblico a persona giuridica di diritto privato, ulteriore motivo per cui non trovano applicazioni le disposizioni di legge che i ricorrenti assumevano violate", ha spiegato il presidente della Cassa dei ragionieri.

La vicenda – In prima battuta, gli inquilini ricorrenti hanno presentato l’istanza di sospensione della vendita di tali immobili al Giudice Amministrativo, che ha prontamente rigettato la richiesta. Poi, in una seconda fase, i ricorrenti si sono presentati innanzi al Giudice Ordinario ottenendo un responso analogo. Sul punto è altresì intervenuto il legale della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, Massimiliano Brugnoletti, secondo il quale “rispetto all’ordinanza del TAR Lazio il Tribunale Civile di Roma ha smontato tutte le censure degli inquilini di Via Tizzani, entrando nel merito delle stesse. Il Giudice ha difatti chiarito che gli immobili oggetto di vendita non appartengono più a CNPR e che, per tale motivo, non possa applicarsi la normativa pubblicistica relativa alle dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico e che la Cassa ha modificato il proprio stato giuridico da ente pubblico a persona giuridica di diritto privato”. Per concludere, l’avvocato dell’Istituto si è dichiarato convinto che anche nel caso la Cassa fosse stata riconosciuta quale ente pubblico previdenziale e se fosse ancora proprietaria degli immobili, non avrebbe integrato la violazione del diritto soggettivo degli inquilini qualsiasi discrezionale determinazione del prezzo degli immobili, anche qualora questa non avesse trovato corrispondenza “al prezzo di mercato” del prezzo di vendita.

Il conferimento – Per completare il quadro presentato dal nuovo intervento giudiziario, risulterà opportuno ripercorrere a ritroso la vicenda. La prima volta che si sentì parlare del Fondo immobiliare chiuso ‘Scoiattolo’ fu nel dicembre del 2011, quando gli immobili residenziali di proprietà della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri furono conferiti al medesimo. Nella stipula dell’atto di conferimento era intervenuto proprio il gruppo BNP Paribas SGR, nella veste di Società di Gestione del fondo che avrebbe dovuto procedere in primo luogo proponendo l’acquisto degli appartamenti in oggetto agli inquilini con all’attivo un contratto regolare di locazione negli stessi; qualora tale strategia non avesse prodotto risultati proficui si sarebbe potuto procedere con la vendita pubblica. L’obiettivo principale della Cassa era quello di dismette almeno 38 immobili per un totale di 1.677 appartamenti, di cui circa 1.000 solo nella Capitale. Le quotazioni del valore di tali beni immobili nel mercato libero erano pari a circa 700 milioni di euro. La gestione della vendita, come abbiamo visto, è stata posta nelle mani dell’istituto bancario aderente alla holding BNP Paribas SGR. Grazie al conferimento, la Cassa stimava di poter ottenere una plusvalenza di 282,8 milioni di euro, con le speranze di poter giungere a quota 329,5 milioni di euro qualora fossero stati conferiti anche gli immobili che all’epoca della prima stipula risultavano in corso di regolarizzazione catastale a seguito di variazioni apportate dagli inquilini. Tutto ciò avvenne nel dicembre di due anni fa, tuttavia già il precedente 22 novembre 2011 il presidente della Cassa previdenziale dei ragionieri aveva inoltrato una missiva agli inquilini, alle sigle sindacali interessate e alle istituzioni locali a mezzo della quale illustrava l’intenzione di procedere con l’atto di conferimento per giungere a una definitiva vendita degli immobili. Nella lettera ribadiva la conferma in merito agli impegni presi con l’istituto bancario BNP Paribas SGR e si proponeva un generale chiarimento in merito alle ragioni e alle modalità del conferimento.

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