6 dicembre 2011

Confprofessioni: osservazioni sulla manovra salva-Italia

Autore: Redazione Fiscal Focus

Manovra correttiva - A questo punto può ben dirsi avviato l’iter di approvazione parlamentare del decreto “salva-Italia”, vale a dire la manovra elaborata lo scorso fine settimana dall’Esecutivo tecnico guidato dal premier Mario Monti. Proprio domenica il Presidente del Consiglio aveva indetto un incontro tra i ministri anticipando quello previsto per il lunedì, seduta che ha prodotto le misure normative in discussione tra ieri e oggi. A trovarsi, il linea di massima, lungo le medesime direttive emerse dai provvedimenti esecutivi è Confprofessioni, l’unione di categoria guidata da Gaetano Stella. Il parere del leader dei professionisti italiani è che la criticità della situazione attuale non possa far sperare in più approfonditi confronti tra il legislatore e la parti chiamate in causa, pertanto Stella riterrebbe auspicabile che si passasse in maniera immediata alla fase dell’approvazione posticipando ipotizzabili piccole modifiche in un secondo tempo. “Eventuali limature e aggiustamenti potranno essere ripresi nelle prossime settimane, anche alla luce delle indicazioni emerse oggi dall’incontro con le parti sociali”, ha commentato il presidente di Confprofessioni. Il focus centrale della riflessione avanzata da Stella è che mai come in questo periodo l’Italia si presenta bisognosa di disposizioni che mirino al risanamento delle fratture economiche emergenti, pertanto le misure proposte da Monti e dalla sua squadra si mostrano come imperdibili per il Paese e per quanti ne hanno a cuore le sorti. Il parere del presidente dei professionisti italiani è che l’ultima manovra segua due filoni, da un versante essa dimostra di remare verso approdi costituiti da “risparmi immediati e nuove entrate a regime”, mentre sull’altro fronte i provvedimenti redatti domenica scorsa tendono a “incoraggiare l’economia attraverso misure di riduzione di alcuni costi per chi produce e lavora”.

Riordino professioni – E’ certo che, tra gli elementi che costituiscono la rosa dei punti focali messi in manovra, quel che colpisce in grado maggiore l’interesse del presidente Stella, suscitandone pareri e riflessioni, è il tema concernente il riordino delle categorie professionali e la connessa spinta alla liberalizzazione. L’unico veto posto dal leader di Confprofessioni al Governo Monti è quello inerente all’attività dei liberi professionisti è all’esigenza che questa non venga compromessa da leggi che, sbandierando un presunto obiettivo di svecchiamento, nel concreto tenderebbero a ostacolare l’operatività delle figure professionali. Il punto è che ormai non è più pensabile mettere in retro marcia l’ipotesi di riforma professionale, che sia da parte dei professionisti, sia da parte dei governanti è considerata più un traguardo che una sconfitta. E’ necessario però che si esamini in maniera coesa l’argomento, ascoltando le categorie chiamate in causa e agendo secondo criteri condivisi, solo così si eviterà il rischio di incorrere in una soppressione della professionalità e della “competenza di milioni di liberi professionisti che possono e devono contribuire al rilancio e all’affermazione del sistema Italia sui mercati internazionali”. Anche perché, il parere di Stella è che in un periodo in cui si parla di internazionalizzazione delle professioni, la competitività dei professionisti italiani deve essere improrogabilmente tutelata dal Governo.

Fisco e professioni – Il presidente di Confprofessioni, lungi dal limitarsi ad una sterile critica o improduttivo commento della manovra salva-Italia, ha avanzato non poche proposte all’Esecutivo presieduto da Mario Monti. Primo fra tutti i provvedimenti possibili indicati da Stella è l’estensione degli sgravi Irap anche ai professionisti e ai titolari di studi professionali. Il linea generale, tali benefici fiscali vengono predisposti per le imprese e i rispettivi dipendenti, l’idea di Stella è che le agevolazioni occupazionali possano essere estese anche ai professionisti e alle unità lavorative presenti negli studi professionali. Il Governo dovrebbe precisare una siffatta estensione, anche perché si tratta di una realtà che compara lo studio professionale a un’altra qualsiasi attività commerciale e produttiva che in Europa è da tempo presente e riconosciuta.

Irpef – Altra questione sulla quale si è espresso il presidente di Confprofessioni è quella inerente l’inasprimento delle aliquote Irpef. Il leader dei professionisti italiani, infatti, ritiene che sarebbe stato più produttivo operare sul versante dell’Iva piuttosto che su quello Irpef. Gaetano Stella ritiene che appesantire le aliquote dell’imposta sui redditi delle persone fisiche vuol dire vessare ancora una volta i “soliti noti”, ossia quei contribuenti del ceto medio che già contribuiscono a garantire gran parte del reddito Irpef. “Penalizzare il ‘ceto medio’ significa allargare i confini della povertà – sostiene Stella - Il governo deve mettere subito mano al riordino dei criteri di tassazione e, intensificare l’azione di contrasto all’evasione fiscale e alle aree o ai settori produttivi ancora oggi beneficiati da una inspiegabile sotto-tassazione”.

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