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Udienza col Papa – È in fase di conclusione il XIX Congresso mondiale dei commercialisti svoltosi nella Capitale in questi giorni. L’evento di chiusura di questi quattro giorni densi di confronti e riflessioni coinciderà con l’udienza presso la Santa Sede, alla quale prenderà parte una delegazione composta da 6500 commercialisti. Papa Francesco incontrerà privatamente i professionisti nella Sala Nervi a mezzogiorno. Il saluto del Pontefice sarà quindi il momento conclusivo di un evento che per numeri e contenuti ha dato un grosso scossone positivo all’intera professione. Sono stati infatti più di quattromila i commercialisti giunti a Roma da tutte le parti del mondo, ci sono state 140 delegazioni di diversi Istituti e Paesi, oltre 200 relatori, tre sessioni plenarie e 30 sessioni di lavoro parallele. La cerimonia di chiusura ha visto tra gli altri la partecipazione sia del presidente Gerardo Longobardi che del sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto.
Focus del presidente – Salutando i convenuti e tracciando la nota conclusiva degli eventi di questi giorni, il numero uno della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, ha posto in evidenza gli stimoli e gli spunti messi in questi giorni sul tavolo del confronto. La strada per crescere è ovviamente ancora lunga, secondo il presidente del Consiglio nazionale, ma i germogli fanno ben sperare nella capacità dei commercialisti italiani di saper costruire il proprio futuro mettendo da parte gli errori del passato. “Ora, come ci insegna lo scrittore ungherese Sandor Marai – noi siamo quello che facciamo ed è con i nostri comportamenti che diamo senso alle nostre parole. Dobbiamo ora realizzare il nostro futuro. Alcuni tratti di questo percorso sono stati tracciati e quindi diamoci da fare”, ha affermato Longobardi prima di rivolgere i propri ringraziamenti ai convenuti e, nello specifico, allo staff e ai tecnici del Consiglio nazionale stesso e dell’Ifac. Longobardi ha infine auspicato di ritrovarsi insieme all’intera platea di ospiti, organizzatori e delegati, al prossimo Congresso previsto per il 2018.
La voce del governo – La squadra esecutiva è stata presente in questo evento tutto dedicato al sistema fiscale ed economico visto dalla parte dei professionisti del settore. Nel corso dell’ultimo atto del Congresso, la voce del governo è stata affidata, come abbiamo accennato, al sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto. Sottolineando come prima di entrare in politica lo stesso abbia per molti anni lavorato nel campo finanziario, il sottosegretario ha tracciato in via generale la posizione della squadra esecutiva. “Il governo italiano si trova ad affrontare la sfida di rendere il nostro Paese più semplice, più agile, più efficiente . Modernizzare l'Italia significa, tra molte altre cose, avere un sistema fiscale comprensibile, un sistema giudiziario reattivo e una pubblica amministrazione percepita come ‘al fianco’ (e non contro ) i nostri concittadini. Tuttavia, ciò sarà possibile solo se chi gestisce un ufficio pubblico o un organismo ricordi sempre di mantenere interessi particolari al di fuori della porta e consideri il bene generale come qualcosa di fondamentale importanza”.