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Le elezioni - Le elezioni politiche sono alle porte e ormai la campagna elettorale è al proprio culmine. Giornali e tv sciorinano programmi, agende e calendari di partiti, liste civiche e movimenti che aspirano a governare il Paese. Critici ed esperti vogliono dire la loro in questo mare di opinioni tanto lontane dai fatti concreti. La realtà è quella che vivono i cittadini quotidianamente, lontano dagli studi televisivi e dalle prime pagine dei giornali. La realtà nuda e cruda è quella che investe tutti i giorni lo studio del professionista che opera nel mondo fiscale e che mai come in questo momento si trova a dover fare i conti con un Paese in preda al caos. Pertanto non stupisce che diverse associazioni alzino il dito per dire la loro e indicare ai politici coinvolti dalla prossima tornata elettorale possibili percorsi.
Le proposte - Anche il leader dei tributaristi italiani, Roberto Falcone, si è inserito in un siffatto confronto di proposte. “Ritengo che questo Paese vada rilanciato economicamente e, per farlo, è necessario che le imprese lavorino. Semplificare e sburocratizzare sono le parole chiave. Nel corso di questi anni ne abbiamo tanto sentito parlare, alcuni provvedimenti sono stati attuati ma molti di questi sono ancora sulla carta o quantomeno non hanno sortito gli effetti sperati. Ancora oggi a carico degli imprenditori si riscontra una forte burocrazia che distoglie l’imprenditore dalla sua mission: fare impresa” ha suggerito Falcone.
L’impresa prima di tutto – L’Italia deve crescere e la crescita è sinonimo di esatte e mirate politiche imprenditoriali. L’impresa e l’imprenditore dovranno essere necessariamente i destinatari di una politica volta a sanare il vulnus economico e sociale del Paese. “Non ci può essere rilancio laddove i nostri imprenditori non possono finanziarsi attraverso il sistema creditizio - ha continuato Falcone - I nostri imprenditori sempre con maggiore difficoltà possono concorrere con i partner europei ed extraeuropei. In Europa abbiamo Paesi con tassazione e costo del personale molto più bassi rispetto ai nostri, e questo fa sì che ci sia un esodo delle imprese italiane proprio verso questi Stati. Non è detassare solo il lavoro dipendente la soluzione per il rilancio economico, ma occorre intervenire nel carico fiscale dell’impresa affinché, la stessa, possa agevolmente autofinanziarsi e quindi creare maggiore occupazione”. Ridurre le tasse a chi fa impresa dovrebbe essere quindi il primo e fondamentale passo del nuovo governo. In tal senso si andrebbe a incentivare non solo l’impresa, ma anche il contesto sociale, poiché si permetterebbe un più facile accesso al mondo del lavoro per i giovani. “Continueremo a promuovere tutti quei provvedimenti che vanno in questa direzione e a dare il nostro contributo professionale, sollecitando le forze di governo che ci presiederanno, a mettere in campo misure rivolte al rilancio economico e sociale del nostro Paese”, conclude Falcone.