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Femminilizzazione delle professioni intellettuali e giovane età dei professionisti -La maggior parte delle categorie professionali sono cresciute grazie all’apporto della presenza femminile, tra queste, la categoria professionale di consulente del lavoro. Oltre alla presenza femminile, da sottolineare è la giovane età che hanno questi professionisti; la professione dei consulenti del lavoro non e' 'giovane' solo perche' il suo riconoscimento e' piu' recente rispetto a quello di molte altre attivita' ordinistiche, ma perche' attualmente la percentuale degli iscritti agli albi negli ultimi cinque anni, e' pari al 27,9% del totale. Ciò e' quanto è emerso dall'indagine sulla categoria che e' stata resa nota in occasione del settimo congresso nazionale dei consulenti del lavoro.
E’dal sud che proviene il numero più elevato di iscrizioni - I nuovi iscritti provengono soprattutto dalle regioni del Centro e del Mezzogiorno, in particolare, il 26,5% dal Centro e il 34,9% dal Sud e dalle Isole. Sono la Sicilia, la Calabria e la Puglia le regioni in cui si concentra il numero di iscrizioni piu' recenti, rispettivamente del 41%, del 37,4% e del 37,8% dei casi.
I professionisti sono cresciuti in maniera più consistente al sud; questo andamento potrebbe essere spiegato con il fatto che la professione rappresenta uno sbocco occupazionale anche nelle regioni in cui la struttura del sistema economico è più debole.
D’alto canto, nei territori meridionali dove il tessuto imprenditoriale non è particolarmente sviluppato, si richiede una maggiore assistenza ed accompagnamento al mantenimento ed alla crescita.
Note dolenti per i professionisti più giovani - Il volume d’affari medio nazionale premia però i professionisti adulti, in particolare si ha un volume d’affari sempre in crescita nel corso degli anni di carriera; fino ai 35 anni d’età il volume d’affari medio nazionale non arriva ai 30.000 euro, a fine carriera arriva alla media nazionale pari a 132.000 euro.
Differenze nel volume d’affari tra uomo e donna- Si riscontra una differenza in valore assoluto fra il volume d'affari medio degli uomini e quello delle donne , ma ciò è anche conseguenza del più recente ingresso di quest’ultime negli ordini professionali. Le regioni in cui si osserva la minore discriminazione di genere sul piano retributivo sono la Val d'Aosta e la Calabria.