16 giugno 2011

Contributo integrativo al 5%, approvata la mini-riforma previdenziale Lo Presti

Autore: Simona D'Alessio

Approvata ieri definitivamente alla Camera la proposta di legge 1.524-B, che va a modificare l'articolo 8 del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, che permette agli enti di previdenza privatizzati dei professionisti di incrementare fino alla quota del 5% il contributo integrativo, che è possibile fatturare caricandolo sulla parcella del cliente. Al suo terzo passaggio parlamentare, la proposta di legge, il cui primo firmatario è il deputato di Futuro e libertà Antonino Lo Presti, ha sfiorato l'unanimità dei consensi, poiché c'è stato un solo voto contrario. Non si tratta di un cambiamento epocale, tuttavia lo strumento che quando il testo verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale sarà nelle mani delle casse è sicuramente molto utile per consentire alle categorie professionali di accantonare una cifra più congrua in vista dell'andata in pensione.

Lo stesso Lo Presti, insieme a Giuliano Cazzola, deputato del Pdl e relatore del provvedimento, ha evidenziato durante la discussione generale in Aula a Montecitorio martedì, che i maggiori beneficiari della misura saranno i giovani che hanno intrapreso da pochi anni l'attività, o stanno per iniziare il loro percorso. Il traghettamento dal sistema pensionistico retributivo (calcolato in base all'ultimo stipendio percepito, o sulle entrate mensilmente ripartite) a quello contributivo (relativo all'entità dei versamenti) rappresenta nei fatti un limite per chi ha meno di 40 anni e, anche a causa della crisi economico-finanziaria, non riesce ormai ad accantonare cifre cospicue. Ecco perché, con la legge Lo Presti s'intende dare fiato alle nuove leve professionali, intervenendo in misura non superiore, appunto, al 5% la somma che viene interamente pagata dal committente. Alcuni enti hanno già adottato, nell'ambito della propria autonomia gestionale, su cui è costantemente presente la vigilanza del governo (non a caso, parliamo di casse privatizzate, non private), un elevamento del contributo integrativo fino al 4% (dottori commercialisti ed avvocati, ad esempio), però grazie a questa decisione del legislatore potranno far salire di un punto percentuale la soglia che avevano fissato. E, perciò, tutti gli enti salutano con favore il conclusivo via libera alla mini-riforma della previdenza dei professionisti.

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