10 maggio 2012

Contributo pensionati attivi: la Cassa posticipa esame

Il CdA della Cnpadc ha rinviato l’esame della proposta di delibera
Autore: Redazione Fiscal Focus

La decisione del Cda - E’ stato rinviato dal Consiglio d’Amministrazione della Cnpadc il vaglio della proposta di deliberare la riduzione dell’aliquota minima per i pensionati attivi. In sostanza, la discussione e l’esame circa tale eventuale delibera è stato posticipato alla prossima Assemblea dei Delegati. L’appuntamento di martedì si è rivelato una proficua occasione per alimentare il dibattito e il confronto sul tema scottante, che nei giorni scorsi ha interessato con non poca urgenza quasi tutte le sigle di categoria.

La proposta – In sintesi, la proposta che il Consiglio d’Amministrazione dell’istituto di previdenza dei dottori commercialisti presenterà per l’esame all’Assemblea dei Delegati di giugno intenderebbe ridurre il 12% attuale dell’aliquota minima ordinaria all’8%. Non si tratterebbe dunque di un dimezzamento esatto, ciò al fine di poter devolvere quel 2% in esubero a mo’ di “contributo equitativo”. Il parere della Cassa nazionale di previdenza dei dottori commercialisti è che questa prospettiva possa favorire l’intero circuito previdenziale della categoria. A tale proposta si aggiunge la volontà della Cassa di adeguarsi alla Legge “Lo Presti” che tracciava una sorta di riforma del settore previdenziale.

La “riforma Lo Presti” – In sostanza, la Legge n. 133/2011, ossia la citata “riforma Lo Presti”, stabiliva che gli enti di previdenza privati dei liberi professionisti, come la Cnpadc, possono emanare delibere per decidere come e se adeguarsi alle novità del settore. In che consistono queste novità? Ebbene, esse concernono sia l’aumento fino al 5% dell’aliquota del contributo integrativo, sia l’impiego di una quota dell’integrativo al fine di potenziarei montanti pensionistici individuali. Pertanto, per quel che concernel’ammontare del contributo previdenziale integrativo dovuto dai liberi professionisti iscritti in Albi ed elenchi, la Legge “Lo Presti” a modificato l’art. 8 del D.Lgs. 103/96, vale a dire che il suddetto contributo “non può essere inferiore al 2 per cento e superiore al 5 per cento del fatturato lordo”.

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