13 febbraio 2015

CRISI, CORCIULO: “CONTROLLO PIÙ EFFICACE PER SALVARE LE IMPRESE”

Pubblichiamo quanto ricevuto in redazione
Autore: Ufficio Stampa Odcec Napoli

NAPOLI – “Per salvare le imprese serve un controllo più efficiente ed efficace all’interno delle società. Un controllo che possa servire anche come allarme nel momento in cui la crisi si affaccia all’interno delle imprese. Le norme ci mettono a disposizione istituti che però oggi non vedono una applicazione concreta, e questo non ci consente di riprendere la via dello sviluppo”. Lo ha detto Maurizio Corciulo, vicepresidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum "Prospettive di limitazione della responsabilità del collegio sindacale", che si è tenuto a Palazzo Alabardieri.

Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani, ha evidenziato: “Oggi battiamo i pugni sul tavolo perché vogliamo assolutamente una riforma che modifichi l’istituto del collegio sindacale, delegato al controllo delle aziende. Oggi le sperequazioni sono molto forti, penso ai compensi molto bassi e alla nomina da parte della governance che non garantisce la massima indipendenza. Nel tempo s’è persa la qualità ed è venuto a mancare l’obiettivo principale del legislatore”.

Achille Coppola, consigliere segretario Cndcec, ha affermato: “Spesso si ritiene difficile o addirittura antitetica la coniugazione tra sviluppo e legalità. Non è assolutamente così, oggi ci lecchiamo le ferite proprio perché per troppo tempo le regole sono state calpestate. Il rispetto delle regole è pre-condizione per tornare ad una situazione economica di sviluppo. In questo senso, il ruolo del controllore deve essere rilanciato in modo adeguato”.

Per Michele Sandulli dell'Università degli Studi Roma 3, “l’impresa da una parte deve perseguire l’interesse dei soci, ma allo stesso tempo deve rispettare parametri di carattere sociale”.

Il convegno è stato introdotto da Fausto Zuccarelli, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Napoli. Sono intervenuti Enrico Quaranta, giudice del Tribunale delle Imprese di Napoli; i docenti Ciro Esposito, Francesco Fimmanò e Astolfo Di Amato; Lucio Di Nosse, presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli.

Napoli, 12 febbraio 2015

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