21 maggio 2026
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21 maggio 2026

Crisi d’impresa, i Commercialisti confrontano i modelli europei di emersione anticipata

Pubblicato il documento del Consiglio e della Fondazione nazionali: analisi comparata di Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito rispetto al sistema italiano previsto dal CCII

Autore: Serena Pastore

Il Consiglio e la Fondazione Nazionali dei Commercialisti hanno diffuso il documento “L’emersione anticipata della crisi: ordinamenti a confronto”, un approfondimento dedicato all’analisi comparata degli strumenti di emersione precoce della crisi adottati in diversi ordinamenti europei e nel Regno Unito, con l’obiettivo di verificare punti di contatto e differenze rispetto al sistema italiano delineato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII).

Il lavoro, realizzato nell’ambito della Commissione “Insolvenza internazionale”, si concentra sui sistemi adottati da Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, scelti sia per il loro rilievo nel panorama europeo delle ristrutturazioni preventive sia per i consolidati rapporti economici e societari con il tessuto produttivo italiano.

La Direttiva UE 2019/1023 

L’analisi prende le mosse dalla Direttiva UE 2019/1023, che ha rappresentato una svolta nella politica europea in materia di crisi d’impresa. L’intervento normativo comunitario ha chiesto agli Stati membri di rafforzare o introdurre strumenti capaci di favorire l’individuazione tempestiva delle difficoltà aziendali, evitando che situazioni reversibili si trasformino in insolvenze irreversibili o in procedure liquidatorie. 

La filosofia della direttiva si fonda su tre direttrici principali: l’identificazione precoce dei segnali di crisi, la tutela della continuità aziendale quando esistano prospettive concrete di recupero e l’avvio di un dialogo anticipato con i creditori.

L’idea di fondo è quella di intervenire prima che la situazione degeneri, favorendo percorsi di ristrutturazione e risanamento che consentano alle imprese di preservare valore economico e capacità produttiva.

I diversi modelli europei 

Dal confronto emerge un dato significativo: l’emersione anticipata della crisi non segue uno schema uniforme. Pur perseguendo obiettivi comuni, gli ordinamenti esaminati adottano strumenti differenti per struttura e funzionamento. 

In Spagna, ad esempio, il Preconcurso presenta elementi di contatto con la composizione negoziata italiana. Il debitore può attivare un percorso negoziale con i creditori in una fase anticipata della difficoltà, beneficiando di misure protettive e di un sistema orientato al risanamento. Diversamente dall’Italia, però, il modello spagnolo prevede sbocchi procedurali più definiti nel caso di esito negativo delle trattative. 

La Francia segue invece una strada diversa. Strumenti come mandat ad hoc e conciliation attribuiscono al Tribunale un ruolo di accompagnamento già nelle fasi iniziali della crisi. L’autorità giudiziaria assume una funzione di accompagnamento e supporto, con l’obiettivo di favorire soluzioni negoziali prima dell’apertura di procedure concorsuali vere e proprie. 

Altri sistemi, come quelli tedesco e olandese, valorizzano meccanismi di ristrutturazione preventiva caratterizzati da strumenti di omologazione capaci, in alcuni casi, di estendere gli effetti degli accordi anche ai creditori dissenzienti.

Il ruolo della composizione negoziata italiana 

L’analisi comparata permette anche di collocare la composizione negoziata italiana in una prospettiva più ampia. Nel nostro ordinamento questo strumento rappresenta oggi il principale meccanismo di gestione anticipata delle difficoltà aziendali e si fonda sulla figura dell’esperto indipendente, chiamato a facilitare il dialogo tra impresa e creditori, mantenendo la gestione dell’impresa nelle mani dell’imprenditore.

Lo studio evidenzia tuttavia che non esiste un’unica formula europea di prevenzione della crisi. Alcuni sistemi privilegiano la riservatezza, altri affidano un ruolo centrale all’autorità giudiziaria, altri ancora puntano sull’efficacia estesa degli accordi.

Proprio questa eterogeneità assume un significato particolare alla luce della futura attuazione della Direttiva (UE) 2026/799, destinata ad armonizzare ulteriormente alcuni aspetti delle procedure di insolvenza negli Stati membri. Una prospettiva che potrebbe incidere anche sull’evoluzione del sistema italiano e sul funzionamento concreto degli strumenti di gestione anticipata delle difficoltà aziendali.

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