2 gennaio 2013

Cup: previsioni per il 2013

Calderone “rilegge” il 2012 progettando gli obiettivi del nuovo anno: giovani, lavoro e confronto.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il nuovo anno e il Cup - Il 2012 è ormai alle spalle, con tutti i suoi problemi, le riforme e tecnicismi che hanno cercato di cavalcare la crisi e portare l’Italia su lidi meno instabili. Anche per il mondo delle professioni regolamentate si è trattato di un anno di grandi cambiamenti, soprattutto perché è stata emanata la riforma degli ordinamenti professionali che ha avuto ingenti influenze negli assetti delle categorie. A fare il punto sul recente passato e sul futuro ormai realtà è il presidente del Cup, nonché leader dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, che tra analisi e puntualizzazioni traccia il percorso delle professioni per questo 2013 appena iniziato.

Tirare le somme del 2012
– Marina Calderone, nei giorni scorsi, si è soffermata sul percorso intrapreso dalle professioni nell’ultimo anno e su come questo potrà progredire nel 2013. Secondo il presidente del Cup, l’anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato denso di grandi novità, prima fra tutte la riforma, com’è stato già accennato. “Riforma che in alcuni casi, come categoria [i consulenti del lavoro, n.d.r.], abbiamo dovuto criticare, perché a nostro avviso aveva e ha delle caratteristiche intrinseche che possono creare notevoli criticità alle esigenze delle imprese e dei lavoratori che, invece, sono orientate a una ricerca della ripresa occupazionale”.

Il futuro: punto di partenza e obiettivo – Il futuro è considerato da Marina Calderone non solo come un obiettivo da rendere migliore e incrementare, ma anche alla stregua di un punto di partenza dal quale prendere le mosse proprio al fine di addivenire a siffatto miglioramento. È certo che parlare di futuro significa parlare di giovani, nello specifico di giovani professionisti che si accingono a intraprendere un cammino per nulla facile all’interno delle diverse categorie ordinistiche. Proprio a questo futuro ha guardato l’ultimo congresso dei consulenti del lavoro, durante il quale i giovani “hanno espresso idee, progetti e difficoltà sulla professione e sul futuro che li aspetta. Il nostro obiettivo era anche di confrontarci per proporre un nuovo potenziamento della nostra rete professionale, facendo dialogare in maniera costruttiva tutte le componenti della categoria con gli iscritti, anche i più giovani”, spiega il presidente Calderone, sottolineando come proprio quel congresso si è dimostrato quale utile fucina per dar prova delle diverse competenze e potenzialità sulla base delle quali la categoria ha potuto proporre progetti concreti agli organi ministeriali.

Incrementare l’occupazione e la produttività – In ogni caso, già nei giorni scorsi la Calderone aveva lanciato un appello al futuro governo, chiedendo che chiunque andrà a occupare i più altri scranni parlamentari ponesse come obiettivo primario lo snellimento del costo del lavoro al fine di assottigliare il tasso di disoccupazione. Anche in questo caso il presidente del Cup ha ribadito la necessità di alleggerire questo genere di pressione tributario in carico ai datori di lavoro, aggiungendovi altresì un allentamento degli oneri burocratici. “La produttività può essere stimolata, non solo combattendo l'evasione e inasprendo le sanzioni per il lavoro nero e irregolare, ma snellendo la burocrazia, qualificando correttamente il rapporto di lavoro e incrementando il potere d'acquisto delle retribuzioni – spiega il leader dei professionisti italiani - Abbiamo presentato al ministero del lavoro le nostre proposte per riformare il mercato, privilegiando la flessibilità buona e creando condizioni di sviluppo per le piccole e medie imprese”.

Il futuro del Cup – Marina Calderone rimarrà alla presidenza del Comitato unitario delle professioni per il prossimo triennio. I suoi progetti rispecchiano la volontà di incentivare un rapporto con le istituzioni e il governo improntato sul confronto “con l'auspicio di giungere a una riforma del sistema professionale e sviluppare forme di sostegno al lavoro autonomo, soprattutto per i giovani e le donne che hanno bisogno di essere tutelati in modo adeguato per rimanere sul mercato. C'è bisogno, infatti, di una previdenza rafforzata che consenta ai giovani professionisti di aprire il proprio studio e di difendersi dagli attacchi delle multinazionali che mirano a raggiungere le nostre quote di mercato. Così come presteremo attenzione alle società tra professionisti e alla loro regolamentazione, per evitare che diventino uno strumento con cui incrinare il sistema ordinistico”. In ogni caso, una cosa è certa, tra i progetti della Calderone v’è un nuovo Professional Day, promosso sulla scia del successo ottenuto lo scorso anno. “Ancor di più nel 2013 il Professional Day sarà un momento di servizio della comunità dei professionisti a favore dei cittadini”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy